L’effetto Nikolaev: 55 anni fa un volo spaziale cambiò la storia dell’addestramento astronautico | FOTO

Le problematiche legate al riadattamento dopo l’assenza di peso sono conosciute come “effetto Nikolaev”: ecco perché

Il 1° giugno 1970, dal cosmodromo di Bajkonur partì la navicella “Sojuz-9” con a bordo i cosmonauti Andrijan Nikolaev e Vitalij Sevastianov. La missione durò 17 giorni, 16 ore e 58 minuti, stabilendo il record di volo autonomo senza attracco a una stazione orbitale. Il rientro sulla Terra fu impegnativo: entrambi gli astronauti mostrarono gravi difficoltà di riadattamento alla gravità. Il cuore di Nikolaev si era ridotto del 12% in volume, e la sua struttura ossea risultava indebolita. Il completo recupero richiese 2 anni.

Da allora, le problematiche legate al riadattamento dopo l’assenza di peso sono conosciute come “effetto Nikolaev”. La missione dimostrò che lunghi soggiorni nello Spazio sono possibili, ma richiedono un ripensamento profondo del programma di esercizi fisici a bordo.

Un volo che, 55 anni dopo, continua a influenzare la medicina spaziale e l’addestramento degli astronauti.