Oggi, 1° giugno 2025, ha ufficialmente inizio l’estate meteorologica. Un passaggio importante nel calendario climatologico, ma che spesso genera confusione: per molti, l’estate coincide con il solstizio del 21 giugno, e quindi si domandano perché si parli già ora di “estate”. La risposta risiede in una distinzione scientifica fondamentale: quella tra estate meteorologica e estate astronomica.
Cos’è l’estate meteorologica
L’estate meteorologica è una convenzione scientifica adottata dai climatologi e dai servizi meteorologici per facilitare l’analisi e il confronto dei dati climatici. Si basa su criteri statistici e pratici, e suddivide l’anno in quattro stagioni fisse, ciascuna di tre mesi esatti:
- Estate: dal 1° giugno al 31 agosto;
- Autunno: dal 1° settembre al 30 novembre;
- Inverno: dal 1° dicembre al 28 (o 29) febbraio;
- Primavera: dal 1° marzo al 31 maggio.
Questa suddivisione consente agli scienziati di lavorare su serie storiche coerenti, confrontando i dati termici e pluviometrici sempre su periodi identici. Adottata da enti meteorologici come l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), è oggi lo standard internazionale per l’elaborazione dei report climatici.
Cos’è l’estate astronomica
L’estate astronomica è determinata dal movimento apparente del Sole rispetto alla Terra. Essa inizia con il solstizio d’estate, che nel 2025 cadrà il 21 giugno alle ore 04:42 ora italiana, e termina con l’equinozio d’autunno, previsto per il 22 settembre.
Questo tipo di suddivisione si basa sull’inclinazione dell’asse terrestre e sulla sua rivoluzione attorno al Sole. Al solstizio d’estate, il Sole raggiunge il punto più alto sull’orizzonte per l’emisfero nord, segnando la giornata con più ore di luce dell’anno. Il passaggio tra le stagioni, in questo caso, non ha date fisse, ma può variare leggermente di anno in anno.
Perché esistono due tipi di estate?
Le due definizioni rispondono a esigenze diverse:
- L’estate astronomica ha un significato fisico e naturale, legato ai moti celesti e osservabile in tutto il pianeta;
- L’estate meteorologica ha un significato statistico e operativo, utile per analisi ambientali, agricole, economiche e sanitarie.
In sostanza, l’estate meteorologica è uno strumento di lavoro per chi studia il clima, mentre quella astronomica è un evento astronomico universale, che riguarda la posizione della Terra nel sistema solare.
Come incide questa distinzione nella vita quotidiana?
Anche se per il pubblico generale l’inizio dell’estate è spesso associato al solstizio, la meteorologia e i bollettini climatici si riferiscono quasi sempre alla stagione meteorologica. Questo significa, ad esempio, che le statistiche relative a giugno come mese estivo sono calcolate partendo dal 1° giugno, non dal 21.
Per i servizi meteorologici nazionali, come il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare o l’ISAC-CNR, la stagione estiva 2025 è già iniziata: le temperature, le piogge e le anomalie che si registrano da oggi rientrano nelle analisi estive ufficiali.
Due facce della stessa medaglia
L’estate meteorologica e quella astronomica rappresentano due facce della stessa stagione, ma viste da prospettive differenti: una scientificamente pratica, l’altra astronomicamente precisa. Mentre il calendario segna ancora primavera per l’astronomia, il mondo della meteorologia ha già voltato pagina. Giugno 2025 è iniziato, e con esso – almeno per chi studia il clima – anche l’estate.
