Cosa c’entrano Greta Thunberg e Greenpeace nel dibattito sulla Striscia di Gaza, su Israele e Palestina? Non dovrebbero c’entrare nulla, essendo la prima una giovane attivista climatica e la seconda un’associazione ambientalista. E invece negli ultimi giorni si moltiplicano le loro battaglie a favore di Hamas: parlano apertamente di “genocidio” (!!) da parte di Israele, che invece ha subito il genocidio e si sta difendendo dai terroristi di Hamas. E lo fanno in modo sempre più assurdo e crescente.
Ieri, infatti, Greenpeace Italia ha esposto uno striscione con fumogeni rosso sangue nella fontana dell’Acqua Paola del Gianicolo a Roma con la scritta “Fermate il bagno di sangue a Gaza” e mostrato i messaggi in inglese “Save Gaza” e “Stop genocide” per – si legge nel loro comunicato di rivendicazione del gesto – “denunciare il massacro in corso nei territori palestinesi da ormai 20 mesi, con la complicità del governo italiano“. Peccato che la guerra l’ha dichiarata Hamas con uno dei più violenti attacchi terroristici della storia in cui ha ucciso, violentato, rapito e sgozzato migliaia di israeliani, compresi donne e bambini. E peccato che Hamas sia un’organizzazione terroristica nata e fondata sulla volontà di distruggere e annientare Israele.
Ancora più grave la posizione di Greta Thunberg che è partita domenica scorsa dalla Sicilia insieme ad altri 11 attivisti a bordo della nave Madleen per una sorta di spedizione con l’intenzione di forzare il blocco navale imposto da Israele a Gaza. A prescindere dal merito di quello che sta succedendo a Gaza, appare subito fuori luogo che siano proprio Greta Thunberg e Greenpeace a lottare per una questione che è squisitamente politica. Non erano ambientalisti preoccupati del cambiamento climaticocambiamento climatico? Non è per questo motivo che vengono invitati ed ascoltati, come se fossero delle istituzioni o degli scienziati, nei principali consessi internazionali delle Nazioni Unite?
Ebbene, oggi stanno sventolando senza vergogna la bandiera di Hamas: ammesso e non concesso che sia corretta l’ingenua lettura che vorrebbe differenziare il popolo, i civili, da chi li comanda, è pacifico che Hamas governa la Palestina da 20 anni con ampio consenso popolare, e quindi sventolare oggi la bandiera palestinese equivale a sventolare la bandiera della Germania durante la dittatura Nazista.
Con questa posizione politica così estrema, Greta Thunberg e Greenpeace perdono ogni briciolo di credibilità (qualora ne avessero ancora) sul tema ambientale e climatico. Ecco perchè Greenpeace è fortemente schierata anche contro il Ponte sullo Stretto, nonostante sia la più grande opera amica dell’ambiente. Non si tratta di associazioni ambientaliste, ma di estremisti politici che nascondono dietro un fantomatico e inesistente impegno per l’ambiente, la necessità di affermarsi nella società e avere un ruolo che altrimenti – da fondamentalisti di estrema sinistra – non potrebbero mai ottenere.
Fateci caso, ogni volta che Greta Thunberg e Greenpeace apriranno bocca sul clima…
