Il 13 giugno 1981 moriva Alfredino Rampi, con la tragedia di Vermicino nasceva la Protezione Civile

Il caso di Vermicino evidenziò gravi carenze nel coordinamento dei soccorsi. Da quella tragedia nacque una nuova consapevolezza

Il 13 giugno 1981 si spegneva nel pozzo artesiano di Vermicino, vicino Frascati, Alfredo Rampi, detto Alfredino, un bambino di 6 anni caduto 3 giorni prima in una cavità profonda 80 metri e larga appena 30 cm. La tragedia, trasmessa in diretta televisiva, tenne l’Italia con il fiato sospeso e segnò profondamente la coscienza collettiva del Paese.

Dopo ore di ricerche, Alfredino fu individuato la notte del 10 giugno. Iniziò subito una disperata corsa contro il tempo per salvarlo: furono calati microfoni, si tentò di scavare un pozzo parallelo, si alternarono speleologi e vigili del fuoco. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò sul posto, testimoniando la partecipazione dello Stato. Ma ogni sforzo fu vano. Alle 05:02 del 13 giugno fu dichiarata la morte del bambino.

Il caso di Vermicino evidenziò gravi carenze nel coordinamento dei soccorsi. Da quella tragedia nacque una nuova consapevolezza: nel 1982 fu istituito il Dipartimento della Protezione Civile, punto di svolta per la gestione delle emergenze in Italia. Alfredino divenne così simbolo di un dramma personale che cambiò il volto della risposta istituzionale alle catastrofi.