Il Giappone sta affrontando un’impennata dei prezzi del riso senza precedenti, con un aumento del 100% rispetto allo scorso anno. Le cause sono molteplici e strutturali: il raccolto del 2023 è stato duramente colpito da un’estate eccezionalmente calda, riducendo la produzione disponibile. A ciò si è aggiunto un aumento della domanda, spinto dai rincari delle importazioni alimentari, da un’ondata di acquisti dettati dal panico in seguito a un allarme terremoto nell’agosto 2024 e dall’afflusso record di turisti.
Anche i comportamenti speculativi dei commercianti, che hanno accumulato scorte per ottenere maggiori profitti futuri, hanno aggravato la situazione. In risposta, il governo ha attinto alle riserve strategiche nazionali, ma il riso distribuito è stato criticato per la sua scarsa qualità.
La crisi ha evidenziato problemi profondi del settore agricolo giapponese: una forza lavoro invecchiata, la scarsità di giovani agricoltori e una riduzione costante delle superfici coltivate, scese sotto 1,4 milioni di ettari. La politica governativa di riduzione delle risaie dal 1971 ha ridotto la capacità del settore di reagire a shock produttivi. Nonostante gli sforzi per aumentare l’offerta, molti agricoltori, legati da contratti prestabiliti, non traggono vantaggi dai prezzi elevati.
