Gli incendi boschivi stanno influenzando profondamente il mondo microbico presente nelle nostre acque, con un impatto diretto sulla qualità dell’acqua e sulla salute degli ecosistemi. È quanto emerge da un nuovo studio presentato all’ASM Microbe 2025, il congresso annuale dell’American Society for Microbiology. Courtney Gardner, autrice dello studio ha affermato: “comprendere questi cambiamenti critici e sottili è fondamentale per sviluppare strategie efficaci per proteggere le nostre risorse idriche in un’epoca di crescente attività di incendi boschivi”.
I ricercatori hanno condotto il nuovo studio perché la crescente frequenza e intensità degli incendi boschivi rappresentano una minaccia crescente, non solo per il territorio, ma anche per le risorse idriche. “Quando la pioggia cade su paesaggi bruciati, trasporta materia organica disciolta, spesso definita ‘sostanza organica pirogenica’, nei fiumi, nei laghi e persino nelle riserve di acqua potabile“, ha affermato Gardner. “Una lacuna critica nella nostra comprensione era l’impatto specifico di questo materiale derivato dal fuoco sulle comunità microbiche acquatiche, essenziali per il mantenimento della qualità dell’acqua e del ciclo di nutrienti come l’azoto. Ecosistemi microbici sbilanciati possono compromettere la salute dell’acqua, influenzando tutto, dalla vita acquatica alla sicurezza e alla trattabilità della nostra acqua potabile. Il nostro obiettivo era scoprire queste conseguenze sottili ma significative”.
Lo studio
Il nuovo studio ha comportato l’impostazione di esperimenti controllati in laboratorio che riproducessero ciò che accade nei corpi idrici naturali. Gli scienziati hanno preparato campioni d’acqua e poi hanno introdotto diverse forme di materia organica disciolta: alcune provenienti da materiale vegetale non bruciato e altre da materiale vegetale bruciato a temperature basse o moderate, riflettendo diverse condizioni di incendio.
Per 42 giorni, i ricercatori hanno osservato meticolosamente la risposta delle comunità microbiche presenti in questi campioni d’acqua. Ciò ha comportato l’analisi dei cambiamenti nella loro composizione – quali tipi di microbi erano presenti e in quale numero – e l’esame dell’abbondanza di geni specifici coinvolti nel ciclo dell’azoto. Confrontando queste risposte nei diversi trattamenti dell’acqua, è stato possibile discernere gli effetti diretti della materia organica derivata dagli incendi boschivi.
Hanno scoperto che l‘estensione della combustione influenza drasticamente l’impatto sui microbi acquatici. Nello specifico, la materia organica disciolta proveniente da incendi a circa 250°C ha portato a una riduzione della diversità della vita microbica e ha favorito una minore crescita delle comunità microbiche rispetto alla materia organica proveniente da ustioni più calde. Ciò suggerisce che il trattamento termico moderato crea forme di carbonio più biodisponibili che questi microbi possono facilmente utilizzare.
Inoltre, gli scienziati hanno osservato significative riduzioni nella capacità di nitrificazione microbica, una fase cruciale del ciclo dell’azoto che converte l’ammoniaca (una forma di azoto che può essere dannosa in alte concentrazioni) in nitrato (una forma di azoto che le piante possono utilizzare).
Le implicazioni
“Questi risultati hanno importanti implicazioni per la gestione delle risorse idriche nelle regioni soggette a incendi boschivi”, ha affermato Gardner. “Le alterazioni osservate nelle comunità microbiche e nei processi di ciclo dell’azoto possono alterare l’equilibrio naturale degli ecosistemi acquatici. Tali alterazioni potrebbero portare a squilibri nella disponibilità di nutrienti, alimentando potenzialmente fioriture algali dannose, riducendo i livelli di ossigeno essenziali per la vita acquatica o aumentando la presenza di composti indesiderati”.
Per le comunità, ciò significa che i corpi idrici post-incendi potrebbero richiedere metodi di trattamento più complessi e potenzialmente più costosi per garantire che l’acqua rimanga sicura per il consumo e l’uso ricreativo. “La nostra ricerca fornisce conoscenze fondamentali per anticipare e affrontare queste sfide“.
