Un nuovo indice per il futuro del pianeta: nasce il Nature Relationship Index

L’obiettivo dell’NRI non è imporre limiti o soglie, ma incentivare gli Stati a migliorare volontariamente le proprie relazioni con l’ambiente

Per decenni, il progresso umano è stato misurato attraverso indicatori come il PIL o, in modo più sofisticato, l’Indice di Sviluppo Umano (HDI), che valuta aspetti fondamentali come la salute, l’istruzione e il tenore di vita. Tuttavia, questo approccio ha spesso trascurato l’impatto delle attività umane sulla biosfera, portando a crisi ambientali globali. Un gruppo internazionale di esperti propone ora un approccio alternativo: il Nature Relationship Index (NRI), un nuovo strumento per valutare il progresso delle nazioni in termini di relazioni sane e reciprocamente vantaggiose tra gli esseri umani e il resto della vita sulla Terra. L’HDI ha avuto un ruolo decisivo nel promuovere lo sviluppo umano dal 1990, ma ha ignorato a lungo la sostenibilità ambientale. L’NRI nasce per colmare questa lacuna, affiancando l’HDI nel misurare un progresso che non solo migliora la qualità della vita, ma lo fa in armonia con la natura.

L’obiettivo dell’NRI non è imporre limiti o soglie, ma incentivare gli Stati a migliorare volontariamente le proprie relazioni con l’ambiente attraverso riconoscimenti pubblici, prestigio internazionale e responsabilità condivisa.

Tre dimensioni per valutare il rapporto con la natura

L’NRI si basa su tre pilastri fondamentali:

  • La natura è fiorente e accessibile. Misura la disponibilità di ambienti naturali vitali, come aree protette o paesaggi urbani verdi, accessibili alla popolazione.
  • La natura è usata con cura. Valuta quanto le attività umane (es. produzione agricola o consumo energetico) rispettano gli equilibri ecologici, riducendo emissioni e impatti ambientali.
  • La natura è protetta. Tiene conto delle leggi, degli investimenti pubblici e delle istituzioni che garantiscono la tutela di aria, acqua, biodiversità e habitat.

Un indice costruito con la partecipazione globale

Per essere efficace e universalmente accettato, l’NRI dovrà essere chiaro, trasparente, aggiornato regolarmente e basato su dati accessibili. Gli autori hanno già testato indicatori preliminari, come:

  • la percentuale di territorio protetto,
  • l’uso di energia pulita,
  • le emissioni pro capite di CO₂,
  • l’esistenza di protezioni legali per l’ambiente.

Tuttavia, servono nuovi indicatori migliori e più inclusivi, specialmente nei Paesi a basso reddito. Anche la percezione pubblica della natura, il benessere legato al contatto con ambienti naturali e le conoscenze indigene sono elementi fondamentali da integrare nel processo.

L’orizzonte: un futuro condiviso tra umanità e natura

Gli autori sottolineano che numerose società indigene e locali hanno mantenuto per secoli relazioni armoniose con la natura, contribuendo alla conservazione di alcune delle aree più ricche di biodiversità. L’NRI vuole valorizzare questi modelli, rendendoli ispirazione per politiche ambientali su scala globale. Paesi come il Costa Rica emergono come esempi virtuosi, riuscendo a combinare uno sviluppo umano elevato con un’alta qualità nelle relazioni con la natura.

Prospettive future

Il lancio ufficiale dell’NRI è previsto per il Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2026 dell’ONU. Gli autori invitano la comunità scientifica, i decisori politici e la società civile a partecipare al processo di costruzione e validazione dell’indice.

In un’epoca segnata da crisi climatiche, disuguaglianze ambientali e perdita di biodiversità, il Nature Relationship Index si propone come un nuovo faro per guidare l’umanità verso un futuro in cui prosperare non significhi distruggere, ma coesistere con il resto della vita sulla Terra.