Uno studio pionieristico pubblicato su Nature Cities rivela che l’illuminazione artificiale notturna (ALAN – Artificial Light At Night) nelle città del Nord del mondo influisce più della temperatura sul prolungamento delle stagioni di crescita delle piante, con impatti potenzialmente significativi sugli ecosistemi urbani e sul clima locale. Le città sono sempre più calde e luminose. Fenomeni come l’effetto isola di calore urbana (UHI) e l’aumento dell’illuminazione artificiale stanno modificando radicalmente i cicli naturali, compresi quelli delle piante. Il cemento e l’asfalto assorbono e rilasciano calore, mentre le luci artificiali distorcono il naturale ciclo luce-buio. In questo contesto, lo studio di Lin Meng e colleghi analizza, con dati satellitari ad alta risoluzione, 428 città dell’emisfero boreale tra il 2014 e il 2020, tra cui New York, Pechino, Parigi e Toronto.
I risultati principali: le piante in città si svegliano prima e si addormentano più tardi
Secondo l’analisi:
- L’inizio della stagione di crescita (Start of Season, SOS) è anticipato in media di 12,6 giorni nelle aree urbane rispetto a quelle rurali.
- La fine della stagione (End of Season, EOS) è ritardata di 11,2 giorni.
Questo porta a un’estensione complessiva del ciclo vegetativo urbano di quasi tre settimane. Ma il dato più rilevante è che l’effetto dell’illuminazione artificiale ha un’influenza più marcata sul ritardo dell’autunno che sull’anticipo della primavera, e supera in rilevanza l’incremento termico legato all’UHI.
Luci più forti, effetti più intensi
L’intensità luminosa notturna misurata (ALAN) aumenta in maniera esponenziale man mano che ci si avvicina al centro urbano, mentre la temperatura cresce in modo più graduale. Le luci artificiali nelle città raggiungono valori superiori a 50 nW cm⁻² sr⁻¹ in primavera, rispetto ai circa 3 nW nelle aree rurali. Questo forte aumento di luce notturna disturba i ritmi fotoperiodici delle piante, provocando fioriture precoci e ritardi nella senescenza delle foglie.
Differenze tra continenti e climi
La dinamica è globale, ma con sfumature regionali:
- L’Europa registra l’inizio più precoce della stagione vegetativa (SOS medio al giorno 81,8 dell’anno).
- Il Nord America, pur essendo il continente più illuminato di notte, presenta un EOS più tardivo (fino al giorno 236,5).
- Le città in climi freddi con inverni secchi e senza stagione secca (classificazione Köppen Dw e Df) mostrano la massima sensibilità alla luce artificiale.
Inoltre, gli effetti dell’ALAN risultano più evidenti alle latitudini elevate, dove la durata naturale del giorno varia maggiormente.
LED e fotoperiodo: nuovi rischi ecologici
L’introduzione dei LED ha intensificato il problema. Queste luci, ricche di emissioni blu, stimolano i fotorecettori delle piante in modi diversi rispetto alle vecchie lampade al sodio, amplificando le risposte fisiologiche. Tuttavia, l’attuale tecnologia satellitare fatica a distinguere le componenti spettrali, limitando la comprensione completa degli effetti. Le luci artificiali ingannano le piante, facendole percepire giornate più lunghe, ritardando così la senescenza. Questo può causare problemi a catena: maggiore vulnerabilità al gelo, sfasamento con gli impollinatori, allungamento della stagione allergica.
Implicazioni per la pianificazione urbana
Lo studio sollecita una riflessione urgente sull’illuminazione urbana. Le politiche di sostenibilità devono considerare il ruolo dell’illuminazione notturna non solo in termini energetici, ma anche ecologici:
- Sviluppare sistemi di illuminazione a basso impatto biologico, compatibili con la cronobiologia delle piante.
- Integrare i dati satellitari nei piani urbanistici per monitorare gli effetti ambientali in tempo reale. Sostenere la ricerca su spettri di luce e biodiversità urbana.
Questa ricerca fornisce una nuova chiave di lettura sul rapporto tra città e natura, dimostrando che la luce artificiale è un fattore ecologico di primaria importanza, spesso sottovalutato. Il cammino verso città vivibili e resilienti passa anche dalla consapevolezza degli effetti ambientali della luce notturna incontrollata.
