Un’imponente ondata temporalesca ha investito la Francia centrale e sud-orientale tra il 3 e il 4 giugno 2025, lasciando dietro di sé una lunga scia di fulmini, grandinate e disagi. Il bilancio meteorologico è impressionante: in meno di due giorni sono stati rilevati oltre 20.000 fulmini, con numerose segnalazioni di danni ad abitazioni, coltivazioni e veicoli. Alcuni dipartimenti, come l’Ardèche e la Drôme, sono stati particolarmente bersagliati dai fenomeni estremi.
Fulmini a migliaia: l’Ardèche al centro della tempesta
Secondo i dati ufficiali, il dipartimento dell’Ardèche ha registrato il numero più alto di fulminazioni in un arco di poche ore: ben 3.449 fulmini. Seguono la Drôme con 2.478 e il Gard con 1.889. Un’attività elettrica così intensa ha comportato blackout localizzati e ha messo sotto stress i sistemi di monitoraggio meteorologico e di protezione civile.

Supercelle e grandine gigante martedì 3 giugno: parabrezza distrutti e aziende devastate
La prima fase del peggioramento è avvenuta martedì 3 giugno. In particolare, nel dipartimento della Loira, si sono sviluppati temporali di tipo supercellulare molto localizzati ma violenti. A Saint-Galmier è stata documentata una supercella ben organizzata, accompagnata da un muro di grandine che ha messo in ginocchio l’area.
Uno degli episodi più eclatanti è avvenuto a L’Hôpital-le-Grand, dove sono stati registrati chicchi di grandine fino a 6 centimetri di diametro, capaci di distruggere parabrezza e danneggiare numerose automobili. Un’azienda orticola della zona è stata completamente devastata, mentre sull’autostrada tra Saint-Étienne e Balbigny molti automobilisti sono stati costretti a fermarsi per motivi di sicurezza.
Mercoledì 4 giugno: tempesta più organizzata nel sud-est
Il giorno successivo, mercoledì 4 giugno, ha visto la formazione di una struttura temporalesca più estesa a partire dalle Cévennes, che si è spostata verso la valle del Rodano, fino alle Prealpi e all’Alta Savoia. L’autostrada A7 ha subito pesanti rallentamenti nel pomeriggio, in particolare a sud di Montélimar, a causa delle piogge torrenziali e forti raffiche di vento.
In Alta Savoia, nei pressi di Étrembières, è stato osservato un impressionante muro di grandine, mentre nel Giura e nell’area del Lago Lemano i chicchi caduti hanno raggiunto 2 centimetri di diametro. Sebbene più contenuta rispetto al giorno precedente, anche questa ondata ha causato danni localizzati e disagi.
Rischio in calo, ma la tregua sarà breve
Secondo gli ultimi aggiornamenti, il rischio temporalesco andrà gradualmente attenuandosi nel corso della giornata odierna, ma una nuova perturbazione potrebbe tornare a colpire il centro-est della Francia già da venerdì 6 giugno. Le autorità invitano alla prudenza, soprattutto nelle aree già colpite, dove il terreno saturo e le infrastrutture danneggiate potrebbero aumentare la vulnerabilità a nuovi fenomeni estremi.
Un episodio estremo che rilancia l’allerta climatica
L’episodio temporalesco di inizio giugno è solo l’ultimo di una lunga serie di eventi meteo estremi che stanno interessando l’Europa occidentale. L’elevata frequenza di supercelle, le grandinate di grandi dimensioni e le intense scariche elettriche indicano un’atmosfera sempre più instabile, in cui gli equilibri meteorologici risultano alterati.