Ai maturandi al Liceo Scientifico, nel giorno della seconda prova scritta è stato proposto lo studio di una funzione, con una citazione di Cartesio “la ragione non è nulla senza l’immaginazione“. In dettaglio, la traccia di matematica è incentrata su 2 problemi che iniziano entrambi con una citazione. Il primo parte dalla frase di Cartesio, il secondo parte da una frase attribuita a Platone: “La bellezza è mescolare, in giuste proporzioni, il finito e l’infinito“. Segue il classico studio di funzione. Le commistioni tra cultura umanistica e logico-matematica continuano anche nei quesiti, dove sono diversi i riferimenti del primo mondo che fanno da spunto a quesiti del secondo: dall’opera futurista del Boccioni a un testo di Cicerone che fa riferimento alle predizioni degli indovini (e quindi al calcolo probabilistico), passando per gli anagrammi da enigmistica della parola “studiare”. Infine una chiusura con una citazione del matematico David Hilbert che non richiede alcun tipo di esercizio: “La matematica non conosce razze o confini geografici; per la matematica, il mondo culturale è una singola nazione“.
Maturità, seconda prova: al liceo scientifico Cartesio e le funzioni
"La matematica non conosce razze o confini geografici; per la matematica, il mondo culturale è una singola nazione"Foto Filippo Venezia / Ansa
