Dopo aver toccato terra nella mattinata di giovedì ora locale come un uragano di 3ª categoria, Erick ha lasciato dietro di sé piogge torrenziali, frane e disagi lungo la costa pacifica meridionale del Messico. Il fenomeno meteorologico, che aveva raggiunto la 4ª categoria poche ore prima del landfall, si è abbattuto su una zona scarsamente popolata tra le celebri località turistiche di Acapulco e Puerto Escondido, fortunatamente evitando una tragedia di proporzioni maggiori. Tuttavia, un bambino ha perso la vita nel tentativo della madre di attraversare un fiume in piena a San Marcos, nel Guerrero e un uomo è rimasto folgorato mentre partecipava alle operazioni di pulizia, maneggiando cavi ad alta tensione in un’area fluviale nel comune di San Pedro Pochutla.
Una rapida intensificazione
L’uragano Erick ha mostrato ancora una volta la crescente frequenza dei fenomeni di intensificazione rapida, nei quali un ciclone tropicale guadagna almeno 55 km/h in meno di 24 ore. Secondo il National Hurricane Center degli Stati Uniti, nel 2023 si sono verificati ben 34 casi di questo tipo, il doppio rispetto alla media storica. Questo comportamento complica notevolmente le previsioni e i piani di evacuazione, come fu tragicamente evidente con l’uragano Otis nel 2023, che colpì Acapulco con furia devastante lasciando oltre 50 vittime e un tessuto urbano distrutto.
Uragano Erick, le conseguenze
Nonostante il suo rapido indebolimento una volta raggiunti i rilievi costieri della Sierra Madre del Sur, Erick ha riversato enormi quantità d’acqua sulla regione. Le autorità hanno segnalato frane, interruzioni stradali, linee elettriche abbattute e allagamenti diffusi. Fino a 40 cm di pioggia erano attesi nelle zone montuose degli stati di Oaxaca e Guerrero, con minori quantità, ma comunque rilevanti, su Chiapas, Michoacán, Colima e Jalisco. La topografia della zona – caratterizzata da pendii ripidi – aumenta il rischio di colate detritiche e smottamenti.
L’uragano Otis
La città di Acapulco, ancora scossa dalla devastazione dell’uragano Otis, ha reagito con maggiore prontezza e cautela. Il ricordo di quel disastro è ancora vivido tra i quasi un milione di abitanti del centro turistico. Giovedì mattina, le strade erano pressoché deserte, con pochi negozi aperti e una presenza visibile di Guardia Nazionale e squadre della compagnia elettrica impegnate a prevenire danni maggiori.
Allerta Meteo
Alle 20 di giovedì ora locale, il centro di Erick era localizzato a circa 155 km a Nord-Nord/Ovest di Acapulco, con venti massimi sostenuti di 45 km/h, declassato ormai a semplice area di bassa pressione. Si muoveva verso Nord/Ovest a circa 20 km/h, destinato a dissolversi sui rilievi dello stato di Michoacán. Tuttavia, come ha sottolineato la governatrice del Guerrero Evelyn Salgado, è necessario mantenere “la massima allerta, Erick è ancora un pericolo con le intense piogge, potrebbe abbattersi sul nostro Stato nelle prossime ore”.

