Tra venerdì 6 e domenica 8 giugno 2025, l’Italia si prepara a vivere un nuovo impulso di caldo intenso direttamente dal cuore del continente africano. Le dinamiche atmosferiche dei prossimi giorni vedranno un progressivo spostamento verso nord del flusso atlantico più fresco, lasciando spazio all’espansione di un robusto anticiclone subtropicale che investirà gran parte del bacino del Mediterraneo.
Caldo torrido in arrivo: fino a 40°C al Sud
Saranno soprattutto le regioni del Mezzogiorno a fare i conti con le temperature più elevate. Gli occhi sono puntati su Sardegna, Sicilia e Puglia, dove il caldo raggiungerà livelli estremi. Nell’entroterra sardo e nella parte sud-orientale della Sicilia, le temperature potranno spingersi fino a 40°C, mentre 37-38°C saranno probabili in diverse aree interne della Puglia.
Questo scenario termico è pienamente coerente con le dinamiche tipiche dell’estate mediterranea soggetta a incursioni sahariane, favorite dalla presenza persistente dell’anticiclone africano.
Non solo caldo: in arrivo anche la sabbia del Sahara
Accanto all’aumento termico, l’atmosfera porterà con sé un altro ospite sgradito: il pulviscolo sahariano. Le previsioni indicano che la giornata di domenica 8 giugno sarà quella con il maggiore apporto di sabbia in sospensione, sospinta da venti meridionali in quota, come evidenziato dal modello Moloch dell’ISAC-CNR.

Come arriva il pulviscolo sahariano in Italia?
Il fenomeno si verifica grazie a un complesso meccanismo atmosferico, ben noto alla comunità scientifica:
- Sollevamento: nelle aree aride del Sahara, venti intensi e instabilità atmosferica sollevano microparticelle di polvere fine fino a oltre 10.000 metri di quota. Non si tratta di sabbia visibile a occhio nudo, ma di particelle leggere con diametro medio attorno ai 20 micron.
- Trasporto: le correnti meridionali – in particolare lo scirocco e il getto subtropicale – trasportano le polveri verso nord, spesso fino all’Italia e all’Europa centrale. Il viaggio inizia quando si configura una zona di bassa pressione sull’Atlantico e contemporaneamente un campo di alta pressione sul Mediterraneo orientale.
- Distribuzione: le correnti atmosferiche si muovono in senso antiorario tra le due aree bariche, prelevando le polveri sopra il Sahara e trasportandole a grande distanza. L’Italia si trova così a ricevere regolarmente questi impulsi polverosi, con picchi nei periodi di caldo estremo.
Un fenomeno in aumento: il ruolo del cambiamento climatico
Negli ultimi anni, episodi come questi si sono fatti più frequenti e intensi anche in stagioni meno convenzionali. La causa? L’espansione anomala dell’anticiclone africano, che tende oggi a spingersi più a nord rispetto al passato, sostenuta dal riscaldamento globale. Questa anomalia rende più comune l’afflusso di masse d’aria cariche di polveri sottili persino in inverno o in autunno inoltrato, come ormai confermano numerosi studi climatologici.
Conseguenze visibili e sanitarie
L’arrivo del pulviscolo sahariano non passa inosservato:
- Cielo opaco o lattiginoso: l’atmosfera assume una colorazione giallastra o biancastra, riducendo la visibilità orizzontale.
- Pioggia rossa: in caso di precipitazioni, l’acqua piovana può assumere una tinta rossastra lasciando evidenti residui su auto, balconi e finestre.
- Aumento del PM10: le polveri in sospensione fanno impennare i livelli di particolato atmosferico (PM10), con conseguenze negative sulla qualità dell’aria. Gli effetti possono essere significativi per bambini, anziani e soggetti con patologie respiratorie.
Caldo e polvere, un binomio sempre più comune
Le giornate a venire rappresentano un’ulteriore conferma di come il clima estivo mediterraneo stia diventando sempre più influenzato da dinamiche sahariane. Il caldo intenso si accompagna sempre più spesso all’arrivo di polveri desertiche, con effetti che si riflettono non solo sul comfort termico, ma anche sulla salute e sull’ambiente.