Osservando le ultime proiezioni del modello europeo ECMWF alla quota di 500 hPa, emerge con chiarezza una configurazione atmosferica di particolare interesse per l’Italia e buona parte dell’Europa: un vero e proprio blocco a omega si è ormai strutturato sul continente.
Un blocco atmosferico a forma di “Ω”
Il pattern prende il nome dalla lettera greca Ω (omega) per la sua forma caratteristica: al centro troviamo un promontorio anticiclonico ben sviluppato, che si estende dal Nord Africa fino alla Scandinavia, mentre su entrambi i lati agiscono due saccature in posizione speculare.

- A ovest, la depressione si approfondisce tra le Isole Britanniche e la Penisola Iberica;
- A est, un’altra saccatura domina il comparto orientale europeo.
Nel mezzo, l’Italia si ritrova sotto l’influenza diretta di un campo anticiclonico subtropicale, ben alimentato da correnti d’aria calda sahariana.
L’anticiclone africano colpisce in pieno: temperature verso i +35°C
Il risultato? Un’espansione del promontorio nordafricano che si traduce in un’ondata di calore di stampo estivo pieno, con effetti concreti già visibili:
- L’isoterma di +20°C a 850 hPa si spinge verso molte regioni italiane, in particolare quelle occidentali;
- Le temperature massime in pianura toccheranno valori intorno ai +35°C, localmente anche superiori;
- Condizioni favorevoli a notti tropicali, con minime notturne superiori a +20°C, specie nelle aree urbane;
- Presenza di afa, che amplifica la sensazione di disagio termico.
ECMWF EFI: segnali da non ignorare
Un altro indicatore che conferma l’eccezionalità del caldo in atto è l’EFI (Extreme Forecast Index) del modello ECMWF. Questo parametro misura lo scostamento delle temperature previste rispetto alla climatologia storica.
In queste ore, l’indice si avvicina al valore massimo di 1, segno che stiamo per vivere un evento termicamente molto anomalo. Le zone più esposte risultano essere il Nord-Ovest italiano e le regioni tirreniche, dove l’avvezione calda subtropicale sarà più marcata.
Dopo il 17 giugno: possibile cambio di scenario
L’estate potrebbe mostrare il suo primo segnale di cedimento attorno al 17 giugno. Le nuove simulazioni ECMWF indicano un possibile ridimensionamento del promontorio africano, sostituito gradualmente dall’anticiclone delle Azzorre.
Questo cambio barico, se confermato, favorirebbe un calo delle temperature verso valori più vicini alla media stagionale, soprattutto al Centro-Nord. Non si tratterebbe di un crollo, ma di un ritorno alla normalità climatica, seppur in un contesto ancora stabile.
Solstizio con sorprese? Occhio a una possibile goccia fredda
L’attenzione si concentra ora anche su una possibile fase instabile tra il 20 e il 22 giugno, in coincidenza con il solstizio d’estate. Alcuni scenari modellistici mostrano la discesa di una goccia fredda in quota dall’Europa centrale verso il Mediterraneo.
Se questa irruzione dovesse concretizzarsi, il contrasto termico con l’aria calda preesistente potrebbe generare fenomeni intensi: temporali violenti, grandinate e raffiche di vento improvvise.
L’estate è iniziata col piede sull’acceleratore
L’attuale configurazione barica a omega è tra le più favorevoli alla formazione di ondate di calore persistenti in Europa. L’Italia, in particolare, si trova al centro di un’avvezione subtropicale molto marcata, con effetti evidenti in termini di temperature, umidità e disagio notturno.
Ma come ci ricordano le mappe del modello ECMWF, anche le strutture più stabili possono essere scalzate. E quando succede, il meteo può cambiare all’improvviso, generando scenari anche estremi.
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