Meteo estremo anche nei luoghi più remoti e inospitali del pianeta: nelle prime ore dell’11 giugno 2025 (06Z), la stazione meteorologica Amundsen-Scott, situata esattamente al Polo Sud geografico, ha registrato una temperatura di -36,7°C. Un valore che, letto fuori contesto, può sembrare rigidissimo, ma che in realtà rappresenta una vera e propria ondata di calore antartica.
Polo Sud, caldo anomalo nel cuore dell’inverno antartico
Il mese di giugno coincide con il pieno inverno australe, e alla base Amundsen-Scott è in corso la lunga notte polare, un periodo durante il quale il Sole non sorge mai sopra l’orizzonte. In queste condizioni estreme, le temperature medie attese si aggirano intorno ai -55°C di giorno e possono scendere fino a -62°C durante la notte.

Proprio per questo, il valore odierno di -36,7°C assume un significato eccezionale: si tratta di una anomalia positiva di circa 18-20 gradi rispetto alla media climatica del periodo. Una differenza enorme per un ambiente che raramente sperimenta variazioni termiche di tale portata, specialmente nel cuore del continente antartico.
Una temperatura da record: perché -36,7°C è un valore straordinario
Nel mese di giugno, la base Amundsen-Scott si colloca statisticamente tra i luoghi più freddi del pianeta. Le medie mensili storiche parlano chiaro: la temperatura media giornaliera si assesta intorno a -58°C, mentre i valori minimi possono regolarmente scendere sotto i -60°C. L’anomalia registrata oggi supera ampiamente la soglia statistica del normale, ponendo l’evento tra i più significativi degli ultimi anni.
Per confronto, la temperatura media annua alla base è di circa -49,5°C, ma tra aprile e settembre, nel periodo invernale più rigido, i valori scendono ulteriormente. Luglio è in genere il mese più freddo, con una media mensile attorno a -60°C.
Cosa ci dicono le medie storiche: il confronto con le normali condizioni
L’anomalia odierna è tanto più rilevante se si considera che la stazione Amundsen-Scott fa parte di una rete di 20 stazioni meteorologiche dislocate tra la Terra Vittoria e il Plateau antartico, tutte gestite in modo continuo e con dati validati. L’intera rete conferma un’ampia area interessata da temperature insolitamente alte per la stagione.
Eventi del genere non sono comuni nel cuore dell’Antartide, e suggeriscono la presenza di una massa d’aria più mite in arrivo da nord o effetti dinamici a scala emisferica capaci di alterare il bilancio radiativo in modo significativo, anche in assenza di luce solare diretta.
Implicazioni scientifiche e climatiche: perché questo dato preoccupa
Oltre alla rilevanza statistica, una simile anomalia può avere implicazioni importanti per gli equilibri termici della calotta polare. Se eventi simili dovessero diventare più frequenti, si aprirebbero scenari di grande interesse per la climatologia antartica: la variazione di temperatura in pieno inverno potrebbe incidere, nel lungo periodo, sul bilancio energetico della calotta glaciale, sulla stabilità del vortice polare stratosferico e persino sulla circolazione atmosferica globale.