Meteo, ecco come il fumo dal Canada è arrivato sull’Italia: il ruolo delle correnti d’alta quota

Il fumo degli incendi canadesi ha attraversato l’Atlantico e ora sovrasta anche i cieli italiani

Negli ultimi giorni molti si sono chiesti: è davvero possibile che il fumo generato dagli incendi in Canada abbia attraversato l’oceano Atlantico e raggiunto persino il cielo sopra l’Italia? Una supposizione che, a prima vista, può sembrare quasi fantascientifica, ma che trova conferme precise nelle dinamiche atmosferiche e nei dati osservativi.

Non è un’ipotesi: i tracciamenti lo confermano

A chiarire ogni dubbio è intervenuta anche l’ARPA Valle d’Aosta, che ha documentato in modo scientifico la presenza di un elevato strato di aerosol tra i 3.000 e i 5.000 metri d’altezza. Grazie all’uso del lidar-ceilometer – uno strumento avanzato che misura la presenza di particelle nell’atmosfera – è stato rilevato un denso strato sospeso di origine chiaramente canadese. Le retrotraiettorie delle masse d’aria e i principali modelli meteorologici globali hanno confermato il percorso transatlantico del fumo.

In alcuni casi, le particelle sono scese fino agli strati atmosferici inferiori, provocando una temporanea impennata dei valori di PM10, registrata anche al suolo dalle centraline di monitoraggio. Davvero interessante, a tale proposito, l’impennata di agenti inquinanti rilevata dalla centralina posta 1500 metri di quota a Ceresole, in Piemonte, con il valore di PM10 che ha superato i 100 μg/m³ stanotte.

Qualità aria Ceresole

Come fa il fumo a percorrere migliaia di chilometri?

La risposta è nella circolazione atmosferica ad alta quota, che agisce come una sorta di nastro trasportatore a scala planetaria. In particolare, sono due le correnti che hanno un ruolo fondamentale in questo straordinario fenomeno:

1. Corrente a getto (Jet Stream)

È un flusso d’aria rapidissimo, che si muove da ovest verso est tra i 6 e i 12 km di altezza. Nasce dal contrasto tra masse d’aria calda e fredda e può raggiungere velocità superiori ai 300 km/h. Quando un incendio è molto intenso, il calore prodotto spinge il fumo verso l’alto, dove viene intercettato dal Jet Stream e trasportato rapidamente su scala continentale.

2. Venti occidentali (Westerlies)

Si tratta dei venti dominanti nelle medie latitudini dell’emisfero boreale. Anche loro soffiano da ovest verso est e collaborano con la corrente a getto nel trasportare gli aerosol di combustione ad altitudini anche superiori ai 9.000 metri.

Il viaggio del fumo: dalla Columbia Britannica all’Italia

Il percorso inizia con l’innalzamento verticale delle nubi di fumo dagli incendi, che raggiungono la parte alta della troposfera o addirittura la stratosfera. Una volta lì, le correnti occidentali e il Jet Stream le trascinano sopra l’oceano Atlantico, con un tragitto che tocca prima il Canada orientale, poi il Regno Unito, la Francia e infine il Mediterraneo, Italia compresa.

Webcam Vazon in Piemonte

Un viaggio lungo oltre 7.000 km, che si compie in pochi giorni grazie alla velocità dei flussi atmosferici.

Effetti in Italia: cieli lattiginosi e tramonti infuocati

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, il fumo rimane sospeso in alta quota, senza causare effetti nocivi diretti sulla qualità dell’aria al suolo. Tuttavia, il passaggio di queste nubi di aerosol può essere osservato a occhio nudo, con cieli lattiginosi e tramonti particolarmente rossi, dovuti alla rifrazione solare sulle particelle di fumo.

Webcam Varazze in Liguria

In rare occasioni, come confermato dai rilievi dell’ARPA, gli strati d’aria più bassi possono essere raggiunti, con conseguente – seppur temporaneo – aumento del particolato, così come nel caso della Liguria.

Un fenomeno in crescita con i cambiamenti climatici

Il trasporto transatlantico del fumo non è un’eccezione assoluta. Fenomeni simili si sono verificati più volte anche in passato, ma ciò che preoccupa gli esperti è la frequenza crescente e l’intensità di questi episodi. L’aumento della durata e della severità degli incendi boschivi in Nord America è legato al cambiamento climatico, e con esso anche la probabilità che queste nubi di fumo possano raggiungere con più frequenza l’Europa.

Conclusione

Sì, il fumo degli incendi canadesi è arrivato fin sopra i cieli italiani. E non si tratta di una supposizione: i dati, i modelli meteorologici e le osservazioni lo confermano. Grazie alle correnti a getto e ai venti occidentali, l’atmosfera si comporta come un vettore efficiente e veloce, in grado di spostare tonnellate di particolato su scala intercontinentale.