Negli ultimi giorni di giugno, l’Europa si prepara a vivere una delle fasi più critiche dell’estate 2025. Una vasta e persistente cupola di calore (HEAT DOME) in quota, già protagonista nelle scorse settimane, sta consolidando il proprio dominio sul continente, spingendo le temperature verso valori estremi e alimentando condizioni di siccità sempre più preoccupanti.
Questa nuova escalation termica, che inizierà a intensificarsi già nel fine settimana, si annuncia come la più severa della stagione per diversi Paesi dell’Europa occidentale e centrale. In particolare, Francia, Spagna e Portogallo si troveranno a fare i conti con valori da record: si stimano picchi di 43°C in Francia e addirittura fino a 45°C nella Penisola Iberica, specialmente tra domenica e martedì prossimo.
Ma non sarà solo l’Europa sud-occidentale a soffrire. Anche l’Europa centrale vedrà un netto aumento delle temperature tra metà settimana e l’inizio di luglio, con valori che sfioreranno i 40°C in Germania e in molte zone dei Balcani.

Un dominio anticiclonico che non accenna a cedere
La cupola di calore, alimentata da un potente anticiclone di blocco (conosciuto anche come “Omega blocking”), agisce come un vero e proprio coperchio atmosferico. L’aria calda resta intrappolata e viene compressa verso il suolo, surriscaldandosi ulteriormente. Questo schema favorisce giornate torride e notti afose, rendendo difficile il raffreddamento anche nelle ore notturne.
Nel frattempo, le regioni settentrionali ed orientali dell’Europa continueranno a beneficiare di condizioni leggermente più fresche e variabili, almeno fino a metà della prossima settimana. Tuttavia, anche queste aree saranno progressivamente coinvolte dall’espansione del caldo verso est.
Effetti immediati: rischio salute e incendi in aumento
L’ondata di caldo estremo non si limita a segnare nuovi record climatici, ma rappresenta anche una seria minaccia per la salute pubblica. Gli esperti segnalano un incremento dei casi di colpo di calore, disidratazione e scompensi cardiaci, soprattutto tra le persone più vulnerabili: anziani, bambini e chi soffre di patologie croniche.
Inoltre, la combinazione tra temperature estreme e umidità variabile fa schizzare l’indice di calore a livelli pericolosi. In alcune aree si potrà percepire una sensazione di oltre 50°C, un valore che mette a dura prova la capacità del corpo umano di disperdere calore.
Parallelamente, la siccità sta peggiorando in modo drammatico. Già indebolito da un inverno e una primavera poveri di piogge, il suolo europeo sta diventando sempre più arido, favorendo lo sviluppo di incendi boschivi. Le autorità locali stanno aumentando i livelli di allerta e invitano la popolazione a evitare attività che possano innescare fiamme.
Verso luglio: nessuna tregua in vista
Secondo i modelli meteo, la cupola di calore potrebbe mantenere la sua forza almeno fino ai primi giorni di luglio. In Francia, il picco massimo è atteso attorno al 2 luglio, mentre in Germania e Polonia l’apice dovrebbe arrivare tra il 3 e il 4 luglio. Dopo questa fase, un possibile afflusso di aria atlantica potrebbe riportare un lieve calo termico, ma le proiezioni restano ancora incerte.
Nel frattempo, l’espansione della massa d’aria calda coinvolgerà anche Italia e Balcani, con punte che potrebbero toccare i 40°C in alcune aree interne. La situazione sarà ulteriormente aggravata dalla persistenza di condizioni secche e da un elevato rischio di eventi estremi legati al contrasto termico con eventuali fronti atlantici in arrivo.