Una nuova e intensa ondata di calore è pronta a colpire l’intero settore occidentale degli Stati Uniti nel corso dei prossimi giorni. Secondo le previsioni più aggiornate, la situazione potrebbe assumere connotati eccezionali: nella Death Valley, in California, si potrebbero toccare i 49°C, inaugurando così una delle fasi più torride di questo inizio estate 2025.
Caldo record dal Canada al Messico
L’ondata non risparmierà nessuna latitudine: dal Canada meridionale, dove sono attesi picchi di 38°C, fino al Messico settentrionale, passando per gli stati USA più esposti alle incursioni di aria rovente dal deserto. Si tratta di un’ondata di calore estesa e particolarmente precoce, che potrebbe segnare nuovi record climatici su scala regionale.

Giugno spaccato in due: freddo a Est, calore a Ovest
Le proiezioni mensili per giugno 2025 mostrano una netta dicotomia termica negli Stati Uniti: mentre il Centro-Oriente sarà interessato da temperature inferiori alla media, tutto l’Ovest e il Nord del Paese vivranno condizioni opposte, con valori termici ben al di sopra della norma e un aumento significativo del rischio di ondate di caldo.
Le aree più a rischio: focus su California, Nevada e Arizona
Gli stati maggiormente esposti saranno:
- California, Nevada, Arizona, New Mexico, Utah: le anomalie termiche previste potrebbero generare temperature record, specie nei settori desertici e urbani come Las Vegas e Phoenix.
- Texas e Colorado: in alcune zone, le probabilità di superare soglie critiche sono stimate tra il 60% e il 70%.
- Pacific Northwest: anche stati come Oregon e Washington vedranno un riscaldamento anomalo, in forte contrasto con il clima tipicamente più temperato della regione.
Un’estate rovente alle porte: segnali già a inizio giugno
I primi sintomi di questa stagione estrema si sono già manifestati nei giorni scorsi. Las Vegas ha toccato i 44°C, mentre nella Death Valley il termometro si è spinto vicino ai 50°C. Secondo i meteorologi, questi episodi rappresentano i prodromi di un’estate che rischia di essere tra le più calde di sempre per l’Ovest americano.
Con modelli che mostrano un rafforzamento dell’alta pressione subtropicale, è plausibile attendersi nuove fiammate sahariane sul Sud-Ovest degli USA, con potenziali impatti sulla salute pubblica, sull’agricoltura e sull’approvvigionamento idrico in un’area già fortemente vulnerabile agli stress termici.