Il tanto atteso lancio della missione Ax-4, organizzata da Axiom Space e affidata a un razzo Falcon 9 di SpaceX, è stato nuovamente posticipato a causa di problemi tecnici, questa volta relativi alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La decisione è stata comunicata ufficialmente dalla NASA, che ha annunciato l’esistenza di una nuova perdita di pressione nel modulo russo Zvezda.
Il rinvio del lancio e la perdita sulla ISS
Il lancio era inizialmente previsto dalla Space Coast della Florida il 10 giugno, poi rimandato all’11 giugno, e in seguito cancellato per un problema legato a una perdita di propellente nel razzo. Ora, la scoperta di una nuova anomalia nel modulo Zvezda ha imposto un ulteriore stop. La zona interessata dalla perdita non è nuova a questo tipo di problemi: il primo segnale di deterioramento risale al 2019 e, da allora, i cosmonauti russi monitorano e gestiscono costantemente la situazione.
In un recente controllo, gli astronauti hanno individuato e sigillato nuove aree critiche, riuscendo a stabilizzare temporaneamente la pressione interna del modulo. “L’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sta svolgendo normalmente le operazioni in totale sicurezza”, ha dichiarato Cheryl Warner, portavoce della NASA, sottolineando che non ci sono pericoli a bordo.
Ciononostante, la prudenza ha prevalso. NASA e Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, hanno deciso insieme ad Axiom Space di rinviare indefinitamente la missione Ax-4 per analizzare meglio la situazione e decidere se saranno necessari ulteriori interventi tecnici. Al momento non è stata annunciata una nuova data di lancio.
La missione Ax-4
Ax-4 rappresenta la 4ª missione con equipaggio organizzata da Axiom Space verso la ISS. Il volo di circa 2 settimane sarà comandato dalla veterana dell’astronautica Peggy Whitson, ex astronauta NASA e attuale direttrice dei voli umani per Axiom. Con lei voleranno 3 specialisti: il pilota indiano Shubhanshu Shukla, il polacco Sławosz Uznański-Wiśniewski e l’ungherese Tibor Kapu. Il loro arrivo sulla ISS segnerà una pietra miliare per i rispettivi Paesi, che mai prima d’ora avevano avuto propri rappresentanti a bordo della stazione orbitale.
