Secondo i previsori dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), oggi, 5 giugno, potrebbe verificarsi una tempesta geomagnetica classe G2, ovvero di intensità moderata. Il fenomeno è legato all’arrivo sulla Terra di un flusso di vento solare ad alta velocità, che soffia a oltre 700 km al secondo. Questo vento solare proviene da un “buco coronale”, una regione temporaneamente più fredda e meno densa presente nell’atmosfera del Sole.
Cosa significa esattamente tutto questo?

Cos’è un buco coronale?
Un buco coronale è un’area della corona solare – la parte più esterna e calda dell’atmosfera del Sole – in cui il campo magnetico si apre verso lo Spazio invece di chiudersi su sé stesso. In queste zone, il plasma solare riesce a sfuggire con più facilità, dando origine a un flusso di particelle cariche ad alta velocità: il vento solare. I buchi coronali appaiono più scuri nelle immagini in luce ultravioletta estrema, proprio perché sono meno densi e meno caldi rispetto alle aree circostanti.
Cos’è il vento solare?
Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche, in particolare protoni ed elettroni, emesso dalla corona del Sole. Normalmente, questo vento soffia a velocità comprese tra 300 e 500 km/s, ma quando proviene da un buco coronale può superare i 700 km/s, come nel caso attuale. Queste particelle, viaggiando nello Spazio, possono interagire con il campo magnetico terrestre una volta che raggiungono il nostro pianeta.
Cos’è una tempesta geomagnetica?
Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea del campo magnetico terrestre, causata dall’interazione tra il vento solare e la magnetosfera della Terra. Quando il vento solare colpisce la magnetosfera con particolare intensità, può comprimere e deformare il campo magnetico terrestre. Questo tipo di evento può causare aurore polari spettacolari, ma anche interferenze nei segnali radio, nei sistemi GPS, e nelle reti elettriche. Le tempeste vengono classificate in base alla loro intensità, da G1 (minore) a G5 (estrema): una tempesta classe G2, come quella prevista, può causare disturbi moderati e visibilità di aurore a latitudini insolitamente basse.