Una pelle elettronica innovativa, flessibile e a basso costo, potrebbe rivoluzionare il senso del tatto nei robot. A svilupparla sono stati i ricercatori dell’Università di Cambridge e dell’University College London, tra cui David Hardman e Thomas George Thuruthel. La scoperta, pubblicata su Science Robotics, descrive un materiale unico che funziona come sensore multimodale, capace di rilevare contemporaneamente pressione, temperatura, tagli e punti di contatto.
La pelle è composta da un idrogel a base di gelatina, elastico, conduttivo e modellabile, e incorpora oltre 860mila micropercorsi elettrici. Questo approccio monomateriale supera le tecnologie precedenti che richiedevano sensori distinti per ogni stimolo, semplificando la fabbricazione e aumentando la durabilità del sistema.
Durante i test, i ricercatori hanno raccolto oltre 1,7 milioni di dati tattili, addestrando modelli di intelligenza artificiale capaci di interpretare i diversi tipi di contatto. Nonostante non eguagli ancora la sensibilità della pelle umana, questa tecnologia rappresenta un importante progresso. Le sue applicazioni future spaziano dalle protesi avanzate ai robot da soccorso, segnando un passo decisivo verso una robotica più umana.
