Nell’essere umano, la risata è universalmente associata alla gioia. Ma non è un fenomeno esclusivo della nostra specie: anche le grandi scimmie, inclusi i bonobo, emettono vocalizzazioni simili durante il gioco o il solletico. Studi comparativi hanno già suggerito che queste espressioni giocose potrebbero avere una funzione evolutiva, come ridurre il rischio di malintesi aggressivi o promuovere la coesione sociale. Tuttavia, finora era poco chiaro se la semplice esposizione a tali suoni potesse influenzare direttamente i processi cognitivi, come il modo in cui gli animali affrontano situazioni ambigue. Uno studio condotto da Sasha L. Winkler e colleghi, pubblicato su Scientific Reports, ha testato questa ipotesi usando un paradigma di bias cognitivo applicato a quattro bonobo adulti presso l’Ape Cognition and Conservation Initiative in Iowa (USA).
Metodo: un esperimento di scelta condizionale basato sul colore delle scatole
I ricercatori hanno addestrato i bonobo a distinguere tra una scatola nera (che conteneva sempre cibo) e una bianca (sempre vuota). Una volta appreso il compito, agli animali sono state presentate anche scatole grigie in tre tonalità intermedie. Queste ultime, ambigue, contenevano una ricompensa solo nel 50% dei casi. Ogni sessione di test prevedeva l’ascolto di una registrazione audio per 7 minuti e 28 secondi prima della prova: in alcune sessioni i bonobo sentivano risate di un cucciolo conspecifico (registrate e montate con cura), in altre un suono ambientale neutro (vento sintetico). Dopo l’ascolto, i bonobo dovevano decidere se avvicinarsi o meno alle scatole grigie.
Risultati: la risata stimola l’ottimismo decisionale
I dati raccolti dimostrano che:
- I bonobo si sono avvicinati al 93,4% delle scatole nere e solo all’1% delle bianche, a conferma dell’apprendimento della regola.
- I tassi di avvicinamento alle scatole grigie variavano in base alla loro tonalità, ma in generale erano più alti dopo l’ascolto della risata.
- In particolare, la probabilità di avvicinarsi a una scatola grigia era 3,39 volte maggiore dopo la risata rispetto al controllo (p ≈ 0,07), un risultato marginalmente significativo.
Questi risultati indicano che l’ascolto della risata induce uno stato affettivo positivo, che a sua volta aumenta la propensione ad assumersi rischi in condizioni di incertezza.
Significato evolutivo e implicazioni cognitive
Lo studio suggerisce che la risata nei bonobo — e potenzialmente in altre grandi scimmie — non solo ha radici comuni con quella umana, ma è anche capace di provocare contagio emotivo, un fenomeno ritenuto cruciale per l’empatia. Questo supporta l’ipotesi che segnali vocali evolutisi nel gioco possano fungere da strumenti di regolazione socio-emotiva.
Inoltre, il lavoro apre nuove prospettive sull’origine delle emozioni condivise, ponendo la risata come precursore evolutivo di meccanismi empatici complessi. Se altri animali sono sensibili a vocalizzazioni positive e modificano il loro comportamento di conseguenza, allora gli elementi di base della comunicazione emotiva e sociale potrebbero essere molto più antichi e diffusi di quanto si pensasse.
Limiti e prospettive future
Il principale limite dello studio è il ridotto numero di soggetti (n = 4), legato alla difficoltà di addestramento e alla disponibilità degli animali. Tuttavia, la metodologia rigorosa, il controllo delle condizioni sperimentali e l’uso di modelli statistici robusti forniscono una base solida per ulteriori approfondimenti.
Studi futuri potrebbero:
- Coinvolgere un campione più ampio e variegato.
- Confrontare diversi tipi di vocalizzazioni (positive, neutre, negative).
- Valutare l’effetto su altri comportamenti sociali, come il gioco cooperativo o la condivisione del cibo.
Lo studio evidenzia che nei bonobo — nostri stretti parenti evolutivi — la risata non è solo un’espressione del gioco, ma anche un potente strumento di modulazione emotiva, capace di influenzare decisioni legate all’incertezza e alla ricerca del cibo. Questo apre una nuova finestra sulla comprensione delle basi biologiche dell’empatia e della comunicazione affettiva nei primati.
