Un nuovo studio suggerisce che la semaglutide, già nota per i suoi effetti nella gestione del diabete di tipo 2 e nella perdita di peso, potrebbe anche contribuire a ridurre il rischio di demenza. La ricerca, pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease e condotta dalla Case Western Reserve School of Medicine, ha analizzato tre anni di cartelle cliniche elettroniche di quasi 1,7 milioni di pazienti diabetici.
I risultati mostrano che chi assume semaglutide ha una probabilità significativamente minore di sviluppare demenza rispetto a chi utilizza altri farmaci antidiabetici. L’effetto protettivo è risultato particolarmente marcato tra donne e persone anziane. La demenza, che colpisce la memoria e le capacità cognitive, è spesso associata a danni irreversibili alle cellule cerebrali. Tuttavia, secondo gli esperti, fino al 45% dei casi potrebbe essere evitabile intervenendo su fattori di rischio modificabili.
La semaglutide, un agonista del recettore del GLP-1, aiuta a controllare la glicemia e l’appetito.
