Ieri, 23 giugno 2025, alle 23:25 ora italiana, SpaceX ha effettuato con successo il lancio della missione Transporter-14 dalla base spaziale di Vandenberg, in California. Il razzo Falcon 9 ha trasportato in orbita ben 70 carichi utili di clienti pubblici e privati, proseguendo così il programma di voli “rideshare”, pensato per condividere i costi di lancio tra più soggetti. La missione ha avuto anche una significativa componente italiana, inserendosi nel più ampio quadro della crescente presenza dell’Italia nello Spazio.
Tecnologia riutilizzabile e precisione operativa
La prima fase del volo ha visto il consueto rientro controllato del primo stadio del Falcon 9, atterrato circa 8 minuti e mezzo dopo il decollo sulla piattaforma oceanica “Of Course I Still Love You”. Si trattava del 26º volo di questo specifico booster, ormai vicino al record di riutilizzo della compagnia, che al momento è di 28 lanci.
Nel frattempo, lo stadio superiore ha proseguito la sua corsa verso l’orbita terrestre bassa (LEO), dove nell’arco di 2 ore sono stati rilasciati tutti i payload, a partire da circa 54 minuti dopo il lancio.
Satelliti, docking e capsule di rientro
Tra i payload figurano satelliti privati per l’osservazione terrestre, come Capella-17, dotato di radar ad apertura sintetica, e Otter Pup 2 della startup Starfish Space, che tenterà nei prossimi mesi il primo attracco commerciale in orbita bassa.
Di rilievo anche il lancio della 4ª capsula di rientro dell’azienda californiana Varda Space, che punta a realizzare farmaci e altri materiali in microgravità per poi recuperarli a Terra. Inoltre, ha debuttato il veicolo europeo Nyx dell’azienda francese The Exploration Company, un prototipo riutilizzabile in missione commemorativa: trasporta resti cremati e campioni di DNA di circa 150 persone. Dopo alcuni giri attorno al pianeta, la capsula verrà recuperata.
Il contributo italiano: tecnologia e visione
Un ruolo importante nella missione è stato giocato anche dall’Italia, che ha lanciato 7 minisatelliti da 60 kg della serie HEO (Hawk for Earth Observation), parte del programma nazionale Iride. Equipaggiati con sensori ottici multispettrali, sono stati progettati da Argotec in collaborazione con Officina Stellare. Il programma, promosso dal governo italiano con fondi del PNRR, è gestito da ESA in coordinamento con ASI e prevede l’invio in orbita, entro il 2026, di 68 piccoli satelliti per monitoraggio ambientale e sicurezza.
Oltre agli HEO, sono stati lanciati due veicoli di trasferimento orbitale ION della D-Orbit e 2 deployer SMPOD16 prodotti da NPC Spacemind, con supporto operativo di Impulso Space. Questi strumenti rilasceranno vari cubesat per clienti commerciali non ancora resi noti.
Un ecosistema in espansione
Con Transporter-14, SpaceX conferma la propria leadership nelle missioni condivise, iniziata nel 2021 con Transporter-1, che detiene ancora il record di 143 satelliti lanciati in una sola volta. Accanto a questo programma, l’azienda gestisce anche le missioni Bandwagon, già a quota 3 lanci.
