Svelata la mappa più grande dell’Universo: Webb riscrive la storia cosmica

La mappa si estende su una piccolissima porzione di cielo ma abbraccia quasi tutta la storia cosmica

Scienziati della collaborazione Cosmic Evolution Survey (COSMOS) hanno annunciato la creazione della mappa più vasta dell’universo mai realizzata, un’impresa che sta già mettendo in discussione le attuali teorie cosmologiche e offrendo uno sguardo senza precedenti nell’alba del cosmo. La mappa si estende su una piccolissima porzione di cielo ma abbraccia quasi tutta la storia cosmica, includendo quasi 800mila galassie. Alcune di queste galassie sono talmente lontane che appaiono come erano circa 13 miliardi di anni fa, quando l’universo era ancora nella sua “infanzia”.

Dal momento in cui il telescopio è stato attivato, ci siamo chiesti ‘Questi dati del JWST stanno mettendo in discussione il modello cosmologico?’” ha dichiarato Caitlin Casey, professoressa di fisica presso l’Università della California, Santa Barbara, e co-responsabile del progetto COSMOS. “La grande sorpresa è che con il JWST, vediamo circa 10 volte più galassie del previsto a queste incredibili distanze. Stiamo anche vedendo buchi neri supermassicci che non sono nemmeno visibili con Hubble“.

La porzione di cielo mappata, nota come COSMOS field, copre un arco di 0,54 gradi quadrati, circa 3 volte lo spazio occupato dalla Luna vista dalla Terra. Questa regione è stata scelta per la sua scarsità di stelle, nubi di gas o altre caratteristiche che potrebbero bloccare la nostra visione dell’universo profondo, rendendola un obiettivo ideale per le osservazioni multi-lunghezza d’onda.

Per raccogliere i dati per questa monumentale mappa, il James Webb Space Telescope (JWST) ha trascorso 255 ore osservando il campo COSMOS. Le osservazioni del JWST hanno fornito una visione incredibilmente dettagliata dell’universo, risalendo fino a 13,5 miliardi di anni fa.

La capacità del JWST di scrutare così indietro nel tempo è dovuta alla sua natura di telescopio a infrarossi estremamente sensibile. A causa dell’espansione dell’universo, la luce visibile proveniente da sorgenti lontane si allunga, trasformandosi in luce infrarossa. Il JWST è stato specificamente progettato per rilevare questi segnali deboli e allungati provenienti dall’inizio del tempo, che non potevano essere visti con altri telescopi. Questa capacità sta già rivoluzionando la nostra comprensione di come si è formato l’universo.

Sebbene i dati grezzi delle osservazioni del campo COSMOS siano stati resi pubblicamente disponibili subito dopo la loro raccolta, la loro accessibilità era limitata. I dati grezzi di telescopi come il JWST richiedono un’elaborazione specialistica da parte di persone con le conoscenze tecniche appropriate e l’accesso a potenti computer.

Per superare questa barriera, la collaborazione COSMOS ha dedicato 2 anni alla creazione della mappa dai dati grezzi del JWST, rendendola più accessibile ad astronomi amatoriali, ricercatori universitari e al pubblico in generale, permettendo loro di scrutare nel cuore dell’universo. È possibile esplorare la mappa utilizzando il visualizzatore di mappe interattivo di COSMOS.