Riguardo agli interventi di risanamento della volta del traforo del Monte Bianco – iniziati del 2024 con tre mesi e mezzo di chiusura totale – “nel 2025 è previsto la seconda tranche di lavori già appaltati (inizialmente prevista nel 2024), ed a partire dal 2027 è stata prevista una nuova pianificazione dell’intervento che prende in considerazione della minore produttività del cantiere nel lasso temporale dei 105 giorni, rispetto alle previsioni e gli esiti forniti dallo studio del Politecnico che hanno mostrato le attuali esigenze di interventi di risanamento (che si estendono su poco più di 5 chilometri). La conclusione di questo primo step di attività è prevista nel 2038. A partire dal 2043 e fino al 2050 sono stati previsti degli ulteriori interventi di tipo più localizzato al fine di svolgere completare le attività di risanamento che si renderanno necessarie a seguito di futuri assesment della volta”. Lo si legge nel bilancio 2024 della Società italiana del traforo del Monte Bianco, che detiene il 50 per cento della concessione della galleria tra Courmayeur e Chamonix (Francia).
Nel 2024, il primo cantiere test sulla volta del traforo – lungo 11,6 chilometri – aveva portato a una chiusura totale dal 2 settembre al 16 dicembre. A fronte dei 600 metri di volta da ricostruire previsti, era stato possibile intervenire su poco più della metà (328 metri). Quest’anno la chiusura scatterà dal primo settembre al 12 dicembre e riguarderà lavori su un tratto di 254 metri. Nel 2024, il primo di una serie di anni con chiusure programmate per lavori sulla volta del tunnel, la Società italiana del traforo del Monte Bianco (Sitmb) ha registrato una perdita d’esercizio di 4 milioni 892 mila euro.
Il bilancio
“Hanno inciso negativamente rispetto al 2023 – si legge nel bilancio – sia minori ricavi (-13 milioni 712 mila euro) derivanti dalla chiusura del traforo (dal 2 settembre 2024 al 16 dicembre 2024) per l’esecuzione dei lavori di rinnovo dei primi 328 metri della volta e dall’interdizione del traffico pesante sulla bretella Ivrea-Santhià, che ha deviato consistenti flussi di traffico dal traforo verso altre direttrici, sia il minore utilizzo di fondo ripristino (-6 milioni 787 mila euro), solo parzialmente compensati dalle variazioni positive della gestione finanziaria (+1 milione 599 mila euro) e fiscale (+3 milioni 42 mila euro)”.
