Ue: “l’Italia è tra i Paesi più esposti ai rischi climatici”

"I costi annuali dei cambiamenti climatici per le infrastrutture in Italia ammonteranno a circa 2 miliardi di euro nel 2030"

L’Italia è tra gli Stati membri dell’Ue più esposti ai rischi climatici. I costi annuali dei cambiamenti climatici per le infrastrutture in Italia sono elevati. Le Pmi sono particolarmente vulnerabili, poiché gli eventi climatici hanno un impatto significativo sulla loro produttività e competitività”. Lo scrive la Commissione europea in uno dei documenti che compongono il Pacchetto di primavera del Semestre europeo.

Tra il 1980 e il 2023, l’Italia ha registrato 21.822 vittime e quasi 134 miliardi di euro di perdite economiche causate da eventi meteorologici e climatici estremi“, afferma l’esecutivo europeo, citando un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (EAA). “I costi annuali dei cambiamenti climatici per le infrastrutture in Italia ammonteranno a circa 2 miliardi di euro nel 2030″, afferma rinviando a uno studio del Mims. “Le proiezioni indicano un impatto negativo cumulativo sul PIL pro capite del 3,7% nel 2050 e dell’8,5% nel 2080”, aggiunge, rinviando a uno studio di settore.

Le Pmi – afferma la Commissione – sono particolarmente vulnerabili, poiché gli eventi climatici hanno un impatto significativo sulla loro produttività e competitività. Uno studio della Banca d’Italia ha rilevato che le Pmi italiane colpite da eventi estremi corrono un rischio di fallimento superiore del 4,8% rispetto ad altre imprese, con le aziende sopravvissute che registrano un calo del fatturato e dell’occupazione rispettivamente del 4,2% e dell’1,9% nei tre anni successivi”.

“Un maggiore utilizzo di strategie basate sulla natura contribuirebbe a mitigare alluvioni, ondate di calore, siccità e incendi boschivi”, segnala ancora la Commissione.