Vertice ONU sugli Oceani: passi avanti sul Trattato dell’Alto Mare, ma restano ombre

L’atmosfera è stata segnata da critiche sempre più forti allo sfruttamento minerario dei fondali

Si è concluso a Nizza il vertice delle Nazioni Unite sugli Oceani con segnali positivi ma anche molte incertezze. Accolta con favore da una cinquantina di Paesi, la ratifica del Trattato sull’Alto Mare rappresenta un progresso concreto nella tutela delle acque internazionali. Le ONG parlano di accelerazione, pur sottolineando che l’accordo entrerà in vigore solo dopo 60 ratifiche.

L’atmosfera è stata segnata da critiche sempre più forti allo sfruttamento minerario dei fondali, con Emmanuel Macron che ha definito tale pratica una “follia”. Tuttavia, l’appello a una moratoria globale ha convinto solo 5 nuovi Paesi, portando la coalizione a 37 membri su 169.

Delusione, invece, per l’assenza di un impegno concreto sul fronte delle energie fossili e per la mancanza di finanziamenti su larga scala. I 100 miliardi promessi dal Costa Rica non si sono concretizzati. Le ONG, inoltre, hanno criticato la Francia per aver limitato la pesca a strascico solo al 4% delle sue acque.

Nonostante ciò, l’annuncio di nuove aree marine protette da parte di vari Stati fa sperare in un incremento della protezione marina globale oltre il 10%, contro l’attuale 8,34%.