Viaggio nel Paleolitico: gli umani solcavano il mare 30mila anni fa

Un viaggio preistorico che rivela tutto il suo straordinario valore umano e tecnologico

Circa 30mila anni fa, gruppi di esseri umani affrontarono uno degli ostacoli naturali più temuti: il mare aperto. Senza mappe, strumenti in metallo o imbarcazioni moderne, attraversarono le acque tra l’attuale Taiwan e le isole meridionali del Giappone, come Okinawa. A raccontarlo è una doppia ricerca dell’Università di Tokyo, pubblicata su Science Advances e guidata dall’antropologo Yousuke Kaifu.

I ricercatori hanno adottato un approccio di archeologia sperimentale, costruendo canoe con materiali e tecniche compatibili con l’epoca paleolitica. Testando queste imbarcazioni su tratte reali, hanno dimostrato che traversate superiori ai 100 km erano non solo possibili, ma richiedevano anche una notevole abilità nella pagaiata.

Il primo studio ha impiegato modelli numerici per simulare la traversata della corrente Kuroshio, tra le più forti al mondo. Il secondo ha validato la fattibilità del viaggio con prove pratiche. Le zattere, inizialmente considerate possibili, si sono rivelate troppo lente e instabili.

Simulazioni oceaniche avanzate hanno inoltre permesso di individuare i punti di partenza più probabili per questi antichi navigatori. Secondo Kaifu, questi risultati evidenziano un’elevata competenza nella navigazione strategica già in epoca paleolitica. Come gli antichi polinesiani, anche questi primi esploratori sapevano leggere i segnali del mare: venti, onde, stelle e profili costieri.

Un viaggio preistorico che oggi, grazie alla scienza, rivela tutto il suo straordinario valore umano e tecnologico.