Il 19 luglio 1985 la tragedia della Val di Stava

La Val di Stava è stata ricostruita, ma il ricordo di quel giorno rimane indelebile nella memoria collettiva

Quarant’anni fa esatti, il 19 luglio 1985, la Val di Stava, in Trentino, fu teatro di una delle più gravi catastrofi ambientali e umane nella storia italiana del dopoguerra. Il crollo simultaneo dei due bacini di decantazione dell’impianto di trattamento della fluorite della miniera di Prestavel scatenò un’onda devastante di acqua inquinata, sabbia e limo. Circa 180mila metri cubi di detriti si abbatterono con violenza inaudita sul piccolo paesino di Stava e su alcune vie del centro abitato di Tesero.

Il bilancio fu drammatico: 268 persone persero la vita, tra residenti e turisti che in quel giorno d’estate affollavano la località. Intere famiglie furono spazzate via in pochi istanti. La forza della massa detritica fu tale da non lasciare scampo, cancellando abitazioni e ogni segno di vita lungo il suo percorso.

La tragedia di Stava non fu solo un evento naturale, ma il risultato di anni di negligenze, controlli insufficienti e mancato rispetto delle norme di sicurezza. Le inchieste successive accertarono gravi responsabilità nella progettazione e gestione dell’impianto.

A distanza di quarant’anni, la Val di Stava è stata ricostruita, ma il ricordo di quel giorno rimane indelebile nella memoria collettiva.