Il 19 luglio 64 d.C. è entrato nella storia come Dies nefastus: è in questa data che un devastante incendio ha avvolto la capitale dell’Impero Romano, dando inizio a quello che verrà ricordato come il Grande incendio di Roma. Le fiamme, divampate inizialmente nei pressi del Circo Massimo, si sono propagate rapidamente, alimentate dai venti estivi e dalle strette vie colme di edifici in legno. Per 9 giorni l’incendio ha consumato gran parte della città, distruggendo interi quartieri e lasciando migliaia di cittadini senza un tetto. Fonti antiche riferiscono che solo 4 dei 14 quartieri della capitale sono rimasti intatti, mentre 3 sono stati rasi completamente al suolo.
L’imperatore Nerone, rientrato in città non appena appresa la notizia, ha disposto misure straordinarie per contrastare le fiamme e ha offerto rifugio ai senzatetto nei giardini imperiali. Tuttavia, la leggenda che lo vuole intento a cantare mentre Roma bruciava ha alimentato sospetti e accuse contro di lui.
Il Grande incendio segna una ferita profonda nella storia di Roma, ma anche l’inizio di una ricostruzione che trasformerà radicalmente il volto della città eterna.
