Il 21 luglio 1961 il volo di Liberty Bell 7, un nuovo passo verso le stelle

Il volo di Virgil “Gus” Grissom, anche se breve, rappresentò un importante passo avanti

Il 21 luglio 1961 è una data cruciale nella corsa allo Spazio: l’astronauta statunitense Virgil “Gus” Grissom, a bordo della capsula Liberty Bell 7, compì il 2° volo suborbitale con equipaggio del Programma Mercury. Lanciato dal razzo Mercury-Redstone 4, Grissom raggiunse un’altitudine massima di circa 190 km e rimase in volo per 15 minuti e 37 secondi, diventando così il secondo americano a sfiorare lo Spazio, poche settimane dopo Alan Shepard.

Il volo di Grissom, anche se breve, rappresentò un importante passo avanti per la NASA: permise di raccogliere dati preziosi sul comportamento della capsula e sulle reazioni fisiche e psicologiche di un astronauta nello Spazio. Tuttavia, l’impresa fu segnata da un momento critico: subito dopo l’ammaraggio nell’Oceano Atlantico, il portello esplosivo della Liberty Bell 7 si aprì inaspettatamente, provocandone l’affondamento. Grissom riuscì a salvarsi grazie all’intervento rapido dei soccorsi, ma la capsula rimase sul fondo dell’oceano per quasi 38 anni, fino al recupero nel 1999.

Nonostante l’incidente, il volo di Grissom consolidò la fiducia nel progetto Mercury, aprendo la strada alle missioni orbitali e alla storica conquista della Luna pochi anni dopo.