Un team della Beijing Forestry University, guidato dai professori Xiaoxiu Lun e Qiang Wang, ha identificato le specie arboree più efficaci per combattere il cambiamento climatico nelle città, pubblicando i risultati sul Journal of Environmental Sciences. L’obiettivo: massimizzare l’assorbimento di carbonio e minimizzare le emissioni di composti organici volatili biogenici (BVOC), responsabili della formazione di ozono troposferico e smog.
Utilizzando una metodologia avanzata che combina dati da telerilevamento satellitare (Landsat-8 e Sentinel-2) con algoritmi di apprendimento automatico, i ricercatori hanno analizzato 6 specie presenti a Pechino. Tra queste, Robinia pseudoacacia e Populus tomentosa hanno mostrato i maggiori tassi di stoccaggio del carbonio, ma anche emissioni BVOC elevate.
Il compromesso migliore? Betula platyphylla e Robinia pseudoacacia, selezionate come specie ideali per la riforestazione urbana grazie all’equilibrio tra alta capacità di assorbimento del carbonio e basse emissioni inquinanti. Lo studio sottolinea anche come le latifoglie tendano ad accumulare più carbonio rispetto alle conifere, pur con differenze significative nelle emissioni.
Il modello proposto potrebbe essere applicato globalmente, fornendo uno strumento scientifico per pianificare foreste urbane più sane ed efficaci nella lotta al cambiamento climatico.
