La pubblicazione odierna dell’omnibus sui prodotti chimici da parte della Commissione europea ha suscitato forti preoccupazioni tra gli esperti di salute pubblica. “Se approvata, la proposta potrebbe indebolire in modo significativo le protezioni previste dal Regolamento sui Prodotti Cosmetici, consentendo l’uso prolungato di sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (CMR) nei prodotti di uso quotidiano”. Secondo il documento, verrebbero introdotti lunghi periodi di transizione che permetterebbero di continuare a vendere cosmetici contenenti queste sostanze per anni oltre i limiti attuali, esponendo così i consumatori — compresi i gruppi più vulnerabili come i bambini — a rischi evitabili.
“La Commissione europea sta aprendo la porta all’uso prolungato di cancerogeni noti nei prodotti per la cura personale di tutti i giorni. Questo non è semplificazione, è deregolamentazione a scapito della salute pubblica e completamente in contrasto con il Piano europeo contro il cancro”, ha dichiarato la Dott.ssa Esther Smollich, Senior Science and Policy Officer per la salute e i prodotti chimici di HEAL (Health and Environment Alliance).
Parallelamente, il Chemicals Action Plan della Commissione segnala un’intenzione di limitare l’uso dei PFAS (“forever chemicals”) in alcuni prodotti di consumo. Tuttavia, l’impegno a intervenire sugli usi industriali dei PFAS, principale fonte di inquinamento, resta incerto.
“I PFAS sono una famiglia di sostanze chimiche persistenti nell’ambiente, associate a tumori, disturbi del sistema immunitario e problemi di sviluppo nei bambini. La loro presenza diffusa in Europa ha già causato contaminazioni in molte comunità, che chiedono interventi urgenti per bonificare i siti inquinati e affrontare gli effetti sulla salute”, si legge.
“Con la valutazione scientifica sulle restrizioni ai PFAS ancora in corso e con la maggior parte dell’inquinamento derivante da attività industriali, è fondamentale che queste siano incluse nelle nuove misure”, avverte HEAL.
La denuncia
HEAL denuncia la mancanza di trasparenza e il mancato rispetto delle procedure nei processi di semplificazione del settore chimico. L’alleanza invita i responsabili politici europei a respingere le proposte che ridurrebbero le tutele contro le sostanze chimiche più dannose e a mantenere gli impegni presi con la Strategia per la sostenibilità dei prodotti chimici. “La protezione della salute pubblica deve rimanere una priorità assoluta, anche di fronte alle pressioni dell’industria chimica”, conclude HEAL.
