Un flusso di vento solare si sta dirigendo verso la Terra e, secondo lo Space Weather Prediction Center della NOAA, potrebbe causare una tempesta geomagnetica di classe G1 nella giornata di domani 23 luglio. Si tratta di un evento considerato “minore” nelle classificazioni internazionali, ma sufficiente a generare aurore visibili soprattutto alle alte latitudini. Gli appassionati di fenomeni celesti e gli osservatori situati più a Nord sono invitati a tenere d’occhio il cielo nelle ore notturne: potrebbero ammirare affascinanti danze luminose.
Che cos’è il vento solare?
Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche, in gran parte protoni ed elettroni, che il Sole emette costantemente nello Spazio. Quando questo vento diventa più intenso – per esempio a causa di brillamenti solari o dell’emissione di particolari getti di plasma chiamati espulsioni di massa coronale – può interagire in modo più marcato con la magnetosfera terrestre, il “campo magnetico” che avvolge e protegge il nostro pianeta.
Cos’è una tempesta geomagnetica?
Una tempesta geomagnetica si verifica proprio quando queste particelle del vento solare, cariche di energia, arrivano a colpire la magnetosfera terrestre. L’impatto può causare disturbi temporanei nei campi magnetici del pianeta. Le tempeste vengono classificate da G1 (minore) a G5 (estrema) in base alla loro intensità. Nel caso di una tempesta G1 come quella prevista, si possono osservare aurore e, in casi rari, si possono registrare piccoli disturbi nelle comunicazioni radio e nelle reti elettriche alle latitudini più elevate.

Che cos’è l’aurora?
L’aurora boreale (nell’emisfero Nord) o australe (nell’emisfero Sud) è uno spettacolare fenomeno ottico che si manifesta quando le particelle del vento solare, guidate dal campo magnetico terrestre, penetrano negli strati superiori dell’atmosfera e interagiscono con gli atomi e le molecole dell’aria. Questo processo rilascia energia sotto forma di luce, dando origine a colorate cortine, archi e onde luminose che danzano nel cielo notturno. I colori più comuni sono il verde, il rosso e il viola, determinati dai diversi gas presenti nell’atmosfera e dall’altitudine a cui avviene la collisione.