Un consorzio guidato dal colosso saudita delle utility ACWA Power investirà 8,3 miliardi di dollari per costruire 15 GW di parchi solari ed eolici in Arabia Saudita, accelerando così la spinta del Paese verso le energie rinnovabili. ACWA Power, di proprietà del fondo sovrano saudita, è affiancata da Aramco Power, parte di Saudi Aramco, nel consorzio che ha firmato accordi di acquisto di Energia con l’acquirente statale per la costruzione di 5 progetti solari e 2 eolici in quattro regioni dell’Arabia Saudita. Gli accordi segnano un significativo passo avanti nell’ambizione di Riyadh di generare metà della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030, nell’ambito di un piano lanciato dal principe ereditario Mohammed bin Salman per diversificare l’economia saudita, allontanandola dalla dipendenza dalle entrate petrolifere.
Il più grande esportatore mondiale di petrolio vuole anche ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica a zero entro il 2060. Secondo l’ultima Statistical Review of World Energy dell’Energy Institute, l’Arabia Saudita alla fine del 2024 disponeva di circa 4,34 GW di capacità solare, ma punta a raggiungere i 130 GW di capacità solare ed eolica entro la fine del decennio.
Quasi tutta l’elettricità dell’Arabia Saudita è attualmente fornita da centrali elettriche a petrolio e gas. Il governo saudita ha descritto gli accordi come “tra i più grandi al mondo, ai prezzi più bassi a livello globale”, e ha aggiunto che sono il risultato “dell’efficienza dei modelli di finanziamento e sviluppo del nostro Paese e della crescente fiducia nel contesto degli investimenti”. Il fratellastro maggiore del principe Mohammed, il principe Abdulaziz, ministro dell’energia, ieri ha partecipato alla cerimonia di firma degli accordi a Riyadh. La Water and Electricity Holding, controllata dal Fondo di Investimento Pubblico, fa parte del consorzio. L’energia solare sta crescendo rapidamente in Medio Oriente, grazie all’abbondanza di sole e al calore del costo dei pannelli solari, e anche in virtù del fatto che i Paesi del Golfo stanno cercando di liberare più petrolio e gas per l’esportazione.
