Cane impiccato a Capoterra dopo attacchi a pecore, AIDAA denuncia e offre taglia per trovare i colpevoli

La nota dell'associazione italiana difesa animali ed ambiente AIDAA sul caso del cane impiccato a Capoterra

“Alcuni giorni fa a Capoterra in provincia di Cagliari un cane appartenente ad un branco di randagi in paese è stato trovato morto impiccato alla Residenza del Poggio una frazione della cittadina sarda. Secondo quanto accertato i cani potrebbero essere responsabili dell’uccisione di alcune pecore e sono anche accusati di rovesciare i mastelli. Ora sulla vicenda interviene in maniera decisa l’associazione italiana difesa animali ed ambiente AIDAA che con un comunicato annuncia la presentazione alla procura di Cagliari di una denuncia per uccisione di animale senza necessità e con crudeltà ai sensi dell’articolo 544 bis. Secondo la nuova legge contro il maltrattamento degli animali entrata in vigore lo scorso 1 luglio gli autori di uccisione di animali con crudeltà e senza necessità rischiano da 1 a 4 anni di carcere e una multa fino a 60.000 euro”: è quanto si legge in una nota AIDAA.

Scrivono infatti gli animalisti di AIDAA: “per quanto riguarda la caccia al colpevole oltre alla denuncia proponiamo anche una taglia di 1.000 euro che sarà pagata a chi con la sua testimonianza rilasciata ai sensi di legge permetterà di individuare e far condannare in via definitiva l’autore o gli autori di questo orrendo crimine. Ma ci preme anche sottolineare come la risposta -continuano gli animalisti- l’inadeguatezza della risposta della pubblica amministrazione che parla di ridare dignità ai randagi catturandoli e rinchiudendoli in un canile di fatto condannandoli a morte, ci pare una risposta ipocrita. Se davvero questi cani sono noti come si legge in diversi post perché si è aspettato che succedesse la tragedia prima di muoversi e poi muoversi a nostro avviso male. La soluzione a nostro avviso era è quella di catturare, sterilizzare e poi reimmetere sul territorio creando postazioni per il cibo perché la fame è una brutta cosa per gli uomini ma anche per i cani. Non serve il canile, ma la lungimiranza che in parte in questo come in tanti altri casi è mancata”.