Una nuova ricerca dell’Accademia Ceca delle Scienze rivela che conoscere l’origine dell’acqua nei laghi – se piovana o sotterranea – è cruciale per affrontare siccità e carenze idriche future. Lo studio, presentato alla Conferenza Goldschmidt di Praga, ha analizzato 350 laghi in 18 Paesi europei tra il 2022 e il 2024, evidenziando l’importanza della connettività tra laghi e falde acquifere per la resilienza climatica.
Utilizzando firme isotopiche di idrogeno e ossigeno, combinate con dati ambientali e modelli di apprendimento automatico, i ricercatori hanno individuato i fattori chiave che influenzano il bilancio idrico. I risultati mostrano che i laghi profondi e ben collegati alle falde sotterranee mantengono livelli più stabili e sono meno vulnerabili ai cambiamenti climatici.
Al contrario, i laghi di pianura, spesso artificiali e poco profondi, sono più esposti all’evaporazione e alla contaminazione da attività agricole. Le zone alpine, per ora più protette grazie a temperature basse e minor pressione agricola, potrebbero però diventare più fragili se l’agricoltura continuerà a salire di quota.
In sostanza, non esiste una soluzione unica, ogni lago risponde in modo diverso ai cambiamenti ambientali. Il progetto prosegue con l’obiettivo di costruire un database globale, grazie anche a collaborazioni scientifiche e iniziative di citizen science. Una risorsa preziosa per pianificare una gestione sostenibile dell’acqua in un’Europa sempre più assetata.
