Nel Sud del Marocco la desalinizzazione si è imposta come soluzione strategica contro la siccità che colpisce il Paese dal 2018. Nella regione di Souss-Massa, in particolare nella pianura di Chtouka, l’acqua desalinizzata alimenta l’agricoltura e fornisce acqua potabile a oltre 1,6 milioni di persone. L’impianto locale, operativo dal 2022, produce 275.000 metri cubi al giorno, destinati sia all’irrigazione sia al consumo umano, con l’obiettivo di raggiungere i 400mila entro il 2026.
Questa tecnologia, sebbene essenziale, è costosa: l’acqua desalinizzata può costare fino a 1,05 euro al metro cubo, ben oltre il prezzo dell’acqua convenzionale. Per questo, solo le colture ad alto valore, come i pomodori ciliegini, riescono a sostenere l’investimento. Inoltre, la desalinizzazione richiede molta energia e pone sfide ambientali, come il trattamento della salamoia.
Nonostante ciò, nella regione – responsabile dell’85% delle esportazioni ortofrutticole del Marocco – l’impianto ha evitato gravi perdite economiche e salvaguardato centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il sistema rappresenta oggi un pilastro per la sicurezza idrica e la continuità della produzione agricola in un contesto di cambiamento climatico sempre più pressante.
