Un recente studio pubblicato su Science Advances getta nuova luce sul comportamento del vortice polare, la grande massa d’aria fredda che ruota nella stratosfera sopra l’Artico, e sul suo ruolo decisivo nel portare ondate di gelo in diverse aree degli Stati Uniti. I ricercatori – tra cui Chaim Garfinkel (Università Ebraica), Laurie Agel e Mathew Barlow (Università del Massachusetts), Judah Cohen (MIT e AER) e Karl Pfeiffer (AER Hampton) – hanno identificato 2 modelli distinti del vortice polare. Uno spinge l’aria artica verso il Nord/Ovest degli USA, mentre l’altro la indirizza verso le regioni centrali e orientali. Dal 2015, il Nord/Ovest ha registrato più frequentemente queste incursioni gelide, un fenomeno legato a variazioni stratosferiche influenzate da cicli climatici più ampi.
Questi movimenti del vortice polare possono perfino causare eventi di gelate fuori stagione, come quelle estive. “Quando l’inverno diventa rigido, il pubblico sente spesso parlare del ‘vortice polare’, ma noi volevamo approfondire la questione e capire come le variazioni all’interno di questo vortice influenzano il luogo e il momento in cui arriva il freddo estremo“, spiegano gli studiosi,
