L’Europa si sta preparando a un futuro di temperature estreme e i suoi piani includono stress test su infrastrutture cruciali come le ferrovie e le reti elettriche. Questa iniziativa, parte di una più ampia strategia dell’UE per affrontare i crescenti disastri legati ai cambiamenti climatici, mira a valutare la resilienza delle infrastrutture di fronte a un aumento di temperatura fino a 4°C, come riportato da un alto funzionario della Commissione UE al Financial Times.
Secondo le valutazioni dell’Agenzia europea per l’ambiente, le temperature nel continente sono destinate a salire di almeno 3°C entro il 2050 rispetto ai livelli preindustriali. Questo scenario prevede ondate di calore e siccità prolungate, con potenziali conseguenze come incendi boschivi, guasti infrastrutturali e blackout. L’UE ha subito danni per miliardi di euro negli ultimi due anni a causa di incendi boschivi e inondazioni, e le inondazioni in Slovenia nel 2023 sono state stimate come costi pari al 16% del PIL del Paese.
In risposta a questa sfida, aziende come Ferrovie dello Stato in Italia, tramite il suo gestore di rete RFI, puntano alla neutralità climatica entro il 2050. Stanno sviluppando modelli infrastrutturali sostenibili e valutando l’assunzione di climatologi per guidare le scelte progettuali, come riportato dal Corriere. Questi esperti saranno fondamentali per elaborare modelli previsionali sulla tenuta dei binari in condizioni di forte calore e significative oscillazioni termiche. L’obiettivo è costruire infrastrutture più resilienti, capaci di resistere agli estremi climatici che si profilano all’orizzonte.
