I farmaci per dimagrire potrebbero proteggere il cervello

I benefici sono risultati particolarmente evidenti negli over 60, nelle donne e nei pazienti con obesità grave

Un nuovo studio pubblicato su JAMA Network Open apre prospettive interessanti sull’uso degli agonisti del recettore del peptide 1 simile al glucagone (GLP-1RA), come semaglutide e tirzepatide, già noti per la perdita di peso e il controllo del diabete. Condotto al Chang Gung Memorial Hospital di Linkou, Taiwan, lo studio ha incluso oltre 60.000 adulti con diabete di tipo 2 e obesità. Durante un follow-up di 7 anni, chi assumeva GLP-1RA ha mostrato un rischio di demenza inferiore del 27%, un rischio di ictus ridotto del 19% e una mortalità complessiva più bassa del 30% rispetto ai pazienti trattati con altri farmaci antidiabetici. Non sono invece emerse differenze significative per il morbo di Parkinson o le emorragie intracerebrali.

I benefici sono risultati particolarmente evidenti negli over 60, nelle donne e nei pazienti con obesità grave. Secondo i ricercatori, questi effetti protettivi non dipendono esclusivamente dal miglior controllo della glicemia, ma potrebbero derivare da meccanismi neuroprotettivi ancora da chiarire.

Gli esperti invitano ora a condurre nuovi studi clinici per confermare l’efficacia dei GLP-1RA nel ridurre il rischio di demenza, ictus e mortalità negli adulti con diabete e obesità, aprendo così nuove prospettive terapeutiche.