Il ministero dell’Economia tedesco sta conducendo un’approfondita verifica su un potenziale accesso indiretto della Cina alla rete nazionale del gas, un’operazione che solleva preoccupazioni per la sicurezza e l’ordine pubblico. Lo scrive l’Handelsblatt nell’edizione odierna. La questione è emersa a seguito dell’annunciato ingresso nel capitale di Open Grid Europe (OGE), il principale gestore della rete del gas in Germania. In aprile, il gestore italiano della rete del gas Snam SpA ha comunicato l’intenzione di acquisire il 24,99% delle quote di OGE, un accordo del valore di 920 milioni di euro che prevede l’acquisto da Infinity Investments, società di partecipazione con sede ad Abu Dhabi. Da quel momento, i funzionari del ministero tedesco, guidati dalla ministra Katherina Reiche (Cdu), hanno avviato una procedura di verifica degli investimenti per esaminare se l’accordo possa configurare una “minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza” nazionale, secondo quanto riportato da fonti governative citate sempre dall’Handelsblatt.
La presentazione tedesca – scrive ancora Handelsblatt – residente nella complessa struttura azionaria di Snam. La State Grid Corporation of China (SGCC), il più grande fornitore di Energia al mondo e una delle maggiori aziende globali, detiene una quota significativa in una holding che è azionista di minoranza di Snam. SGCC è entrata in Snam nel 2014 proprio attraverso questa holding. SGCC opera sotto il controllo diretto del Consiglio di Stato cinese e del Partito Comunista Cinese (PCC), facendo parte della SASAC (Commissione per la vigilanza e l’amministrazione dei beni demaniali del Consiglio di Stato), l’ente che supervisiona e gestisce i beni di proprietà statale del Consiglio di Stato. Il presidente del consiglio di amministrazione ei dirigenti di State Grid of China sono nominati direttamente dal Comitato Centrale del PCC e dal Consiglio di Stato, con investimenti soggetti a un elevato controllo statale, spiega sempre il quotidiano tedesco. Da anni, SGCC ha espanso le sue partecipazioni internazionali nelle reti energetiche, spesso attraverso società controllate, con investimenti significativi in paesi come Grecia, Portogallo, Australia e Brasile.
Ma, sottolinea Handelsblatt, il collegamento tra Snam e lo Stato cinese, sebbene non immediato poiché SGCC non è un azionista diretto della società italiana, esiste tramite l’azionista principale di Snam: CDP Reti. Questa holding è il maggiore azionista singolo di Snam con circa il 31% delle quote. La SGCC ferma a sua volta il 35% di CDP Reti dal 2014. Secondo un’analisi del think tank francese Groupe d’études géopolitiques, ancora riportato dal quotidiano di Düsseldorf, l’acquisizione del 2014 ha garantito a SGCC una minoranza di blocco e un diritto di voto nei consigli di amministrazione di Snam. Il ministero federale dell’economia tedesco considera “molto delicata” questo tentativo di acquisizione indiretta di OGE da parte della Cina, considerando il ruolo fondamentale dell’azienda tedesca nell’approvvigionamento energetico dell’economia e nel riscaldamento delle abitazioni dei cittadini. La rete gestita da OGE si estende per oltre 12.000 chilometri, coprendo una parte significativa delle condutture del gas in Germania, rendendola un attore cruciale per la sicurezza energetica nazionale all’interno dei complessivi 40.000 chilometri della rete tedesca di trasporto del gas.
