Le nuove misure di controllo ai valichi di frontiera tra Germania e Polonia stanno avendo pesanti ripercussioni sull’economia del Brandeburgo, colpendo in particolare il sito produttivo di Tesla a Grünheide. È quanto emerge da una lettera congiunta delle Camere di Commercio e Industria (IHK) di Cottbus e dell’Ostbrandenburg indirizzata al ministro degli Interni tedesco Alexander Dobrindt (CSU), ottenuta dall’Handelsblatt. “I controlli polacchi danneggiano pesantemente la competitività economica del Brandeburgo e hanno ripercussioni negative sulle nostre circa 80.000 aziende”, si legge nel documento. Secondo le associazioni, “grandi aziende come Tesla, ma anche molte piccole e medie imprese, in particolare quelle attive nella logistica, presentano pesantemente compromessi i propri processi operativi”. La causa principale è il blocco del traffico frontale, aggravato dalla “reazione” del governo polacco ai controlli e ai respingimenti tedeschi.
La Gigafactory di Grünheide, unico stabilimento europeo di Tesla, impiega circa 11.000 lavoratori provenienti da 150 Paesi, molti dei quali dalla Polonia. Lo stabilimento rifornisce non solo il mercato europeo, ma anche il Medio Oriente e Taiwan. La Polonia ha introdotto i controlli alla frontiera con la Germania nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 luglio, attivando 52 posti di blocco. Controlli temporanei sono stati estesi anche a 13 valichi con la Lituania. Secondo il premier polacco Donald Tusk, le misure servono a “limitare il flusso incontrollato di migranti in entrambe le direzioni”. Nelle settimane precedenti era stata la Germania a inasprire i controlli alla frontiera con la Polonia, con l’obiettivo di respingere i migranti illegali.
