Incendi in Sicilia, devastata la sughereta di Niscemi: “un progetto criminale” | FOTO

La sughereta di Niscemi, uno dei polmoni verdi della Sicilia, è stata distrutta da un vasto incendio. Il sindaco parla di “progetto criminale”

La Sicilia continua a fare i conti con una stagione di incendi devastanti. Tra i territori più duramente colpiti, Niscemi si trova ora a piangere la distruzione di uno dei suoi tesori ambientali più preziosi: la sughereta, un’area boschiva composta da centinaia di querce da sughero, è stata letteralmente inghiottita dalle fiamme. Il rogo è divampato per oltre ventiquattro ore, avanzando per chilometri prima di essere circoscritto e infine domato grazie all’intervento delle squadre antincendio. Un danno ambientale gravissimo, che non si limita solo alla perdita del patrimonio naturale: la sughereta rappresentava anche un elemento identitario per la comunità locale.

Le parole del sindaco

A esprimere la rabbia e lo sgomento dell’intera comunità è stato il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, che ha parlato senza mezzi termini: “un fronte del fuoco così vasto non può essere accidentale, è un progetto criminale. Non ci sono parole ma faremo di tutto per ripartire”. 

Una denuncia dura, che punta il dito contro un possibile disegno doloso, capace di distruggere nel giro di poche ore ciò che la natura ha costruito in decenni. La dichiarazione del primo cittadino si unisce alle richieste di verità e giustizia che stanno arrivando da più parti.

Il PD di Niscemi

Anche il circolo cittadino del Partito Democratico, con il segretario politico Carlo Pisa, ha espresso profonda preoccupazione per quanto accaduto: “sarà stato un disegno criminale? – si chiede infatti in una nota – Saranno gli organi inquirenti a stabilirlo e nel caso di dolo ci auguriamo che i criminali possano essere individuati e assicurati alla giustizia. Occorre però capire cosa non ha funzionato sul piano della prevenzione e della mitigazione del rischio incendi e attuare immediati interventi di rigenerazione del bosco distrutto”.

Un appello chiaro a non limitarsi alla sola condanna morale dell’accaduto, ma ad avviare una riflessione più profonda sul sistema di prevenzione e sulla necessità di politiche attive per la tutela del territorio.

Un’emergenza ricorrente che chiede risposte

Quello che è accaduto a Niscemi è purtroppo solo l’ultimo episodio di una lunga serie di incendi che ogni anno mettono in ginocchio la Sicilia. Dietro alle fiamme, troppo spesso, non ci sono solo fattori naturali, ma anche precise responsabilità umane, quando non addirittura strategie criminali. La distruzione della sughereta di Niscemi non può restare un fatto isolato: deve rappresentare un campanello d’allarme per rafforzare le misure di controllo, investire nella prevenzione e promuovere una cultura della legalità e del rispetto dell’ambiente. La ricostruzione sarà lunga, ma è da qui che bisogna ripartire.