A seguito dell’incendio che si è sviluppato a Lamezia Terme in un’azienda di rifiuti, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal), presente sul posto, ha attivato le procedure di monitoraggio ambientale in emergenza. I tecnici del dipartimento provinciale competente, in raccordo con le autorità locali e la Protezione civile, stanno predisponendo campionamenti dell’aria per la ricerca di microinquinanti, tra cui idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), diossine, benzene e altri composti di interesse tossicologico. Parallelamente, è in corso la valutazione della ricaduta al suolo e la verifica dell’eventuale contaminazione delle acque superficiali. Le attività dell’Agenzia includono anche l’accertamento del rispetto delle condizioni contenute nell’Autorizzazione ambientale (Aia) integrata in capo al gestore dell’impianto, con particolare attenzione ai sistemi di prevenzione e protezione adottati. Sulla base dei primi rilievi, si segnala un potenziale impatto sulla qualità dell’aria nel raggio di alcune centinaia di metri dal sito interessato.
Le autorità competenti valuteranno l’adozione di eventuali misure precauzionali, come la limitazione delle attività all’aperto e l’invito a tenere chiuse porte e finestre, in particolare per la popolazione più esposta. Il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, ha tempestivamente contattato il Direttore generale di Arpacal, Michelangelo Iannone, per richiedere l’immediato supporto tecnico dell’Agenzia e l’attivazione del monitoraggio straordinario. Arpacal continuerà a presidiare la situazione con la massima attenzione, assicurando aggiornamenti costanti sull’evoluzione dell’evento e sugli esiti delle analisi ambientali in corso. Incendio in un capannone di rifiuti.
