Islanda, persistono foschia ed elevato inquinamento dopo l’eruzione vulcanica

"Ampie zone del Paese sono completamente ricoperte di foschia" dopo l'eruzione del vulcano nella Penisola di Reykjanes del 16 luglio

Foschia vulcanica e un elevato inquinamento atmosferico persistono in Islanda dopo l’eruzione del vulcano nella Penisola di Reykjanes di mercoledì 16 luglio, provenienti da due crateri ancora attivi, secondo i dati delle autorità islandesi. “Ampie zone del Paese sono completamente ricoperte di foschia”, ha dichiarato Hlynur Árnason, specialista della qualità dell’aria presso l’Agenzia islandese per l’ambiente e l’energia. La regione intorno alla capitale Reykjavík, nel sud-ovest del Paese, è classificata in rosso sulla mappa della qualità dell’aria. “In genere, in Islanda c’è molto vento, il che contribuisce a dissipare l’inquinamento. Ma al momento ce n’è molto poco, motivo per cui l’inquinamento è stagnante in tutto il Paese”, spiega Árnason.

Lo specialista afferma che un’eruzione vulcanica è accompagnata da inquinamento atmosferico, principalmente anidride solforosa emessa all’inizio e durante l’eruzione. Questo gas si trasforma poi in solfato nell’atmosfera, creando una sorta di nebbia vulcanica carica di particelle. Árnason sottolinea che “non si tratta di gas tossici, ma possono essere irritanti”.

L’Agenzia Islandese per l’Ambiente e l’Energia raccomanda pertanto alle persone più vulnerabili di prendere precauzioni e di rimanere in casa se avvertono qualsiasi disagio legato all’inquinamento.