Lanciato il nanosatellite di Tyvak per la missione “5G-Lide”

Nanosatellite di Tyvak, primo passo "verso l'implementazione a larga scala di un servizio satellitare a banda larga basato su tecnologia 5G nel nostro Paese"

Lancio riuscito dalla Vandenberg Space Force Base in California per il nanosatellite di Tyvak International per la missione di in-orbit demonstration 5G-Lide (Direct Access Live Demonstration), sviluppata all’interno del programma ARTES dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio, previsto nella serata del 22 luglio, era stato rinviato di 24 ore a causa di una violazione dello spazio aereo. La missione è stata sviluppata da un consorzio interamente italiano guidato da Tyvak International, azienda con sede a Torino, che è responsabile della progettazione, realizzazione e del controllo in orbita del satellite durante la fase operativa, è finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con il contributo al Programma ARTES di ESA, e supportata durante le varie fasi di sviluppo dal team di esperti ESA.

Con il lancio di oggi è stato compiuto il primo passo “verso l’implementazione a larga scala di un servizio satellitare a banda larga basato su tecnologia 5G nel nostro Paese”, afferma Fabio Nichele, CEO di Tyvak, che ne ha spiegato le implicazioni pratiche. “Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una crescente affermazione dell’utilizzo di costellazioni di satelliti in orbita bassa terrestre per fornire accesso alla rete sia per applicazioni civili che non civili – ha detto – L’integrazione di comunicazioni satellitari nel network del 5G facilita sicuramente le telecomunicazioni e l’accesso alla rete per applicazioni di difesa, protezione civile o telemedicina”.

Nel ruolo di prime contractor, Tyvak International ha coordinato le attività di Picosats, PMI Innovativa basata a Trieste responsabile dello sviluppo del Payload, composto da due K/Ka transponders e da quattro antenne patch array operanti nelle stesse frequenze; Radio Analog Micro Electronics (RAME) di Roma, responsabile dello sviluppo dei due terminali di terra. La realizzazione ed implementazione della missione Lide ha coinvolto anche un’estesa filiera di partner e fornitori italiani ed europei fra cui Centrotecnica, Criotec, CIRA, NCM Technology, Allegretti Aeroplating Srl, Axipiter e MEC srl.

Le operazioni in orbita si concentrano sulla creazione di collegamenti in banda K/Ka che, con l’aumentare della frequenza di trasmissione, amplifica l’attenuazione nell’atmosfera e accresce la precisione e la risoluzione della portata possibile. Gli impulsi di trasmissione estremamente brevi, di pochi nanosecondi, collegano le comunicazioni satellitari tradizionali con il 5G, con l’obiettivo di realizzare una connettività a banda larga diffusa e di potenziare le capacità 5G/6G europee.

Durante la fase operativa, il satellite effettuerà molteplici accessi su due siti d’interesse, il primo localizzato in provincia di Rieti, presso il quale saranno installati i due terminali di terra sviluppati durante il progetto, e il secondo localizzato a Noordwijk, nell’Olanda meridionale, presso il 5G/6G Lab in ESTEC. Durante queste finestre di comunicazione, il satellite orienterà le antenne del Payload al fine di stabilire un link bidirezionale ad alta velocità nelle bande K e Ka tra i due terminali.

La missione Lide, in particolare, mira a dimostrare l’accesso diretto a banda larga per i terminali di piccola apertura nelle aree rurali e suburbane andando a valutare parametri chiave come Signal – to – Noise Ratio, che confronta il rapporto segnale/rumore (SNR) e misura l’intensità di un segnale desiderato con il livello di rumore di fondo per quantificare la purezza di un segnale rispetto alle interferenze indesiderate e la latenza, il lasso di tempo che impiega un pacchetto di dati per viaggiare da un punto all’altro, dal mittente al destinatario, e viceversa.

“5G-Lide” inoltre utilizza la piattaforma “Renegade” sviluppata da Tyvak International in Italia per dimostrare che in orbita si possono applicare nuove tecnologie a supporto dello sviluppo di servizi che richiedono connettività a banda larga in mobilità, con dispositivi di ridotte dimensioni, e in zone a scarsa ricettività di segnale cellulare o rete terrestre (es: protezione civile, difesa, telemedicina…).