Lanciato un nuovo “occhio spaziale”: in orbita NISAR, il rivoluzionario satellite NASA-ISRO

Nicky Fox, capo della missione scientifica della NASA, ha definito NISAR un "satellite radar gioiello, il primo nel suo genere"

Un nuovo occhio spaziale promette di trasformare la nostra comprensione del pianeta e la previsione dei disastri naturali. Un’inedita collaborazione tra la NASA e l’Organizzazione Indiana di Ricerca Spaziale (ISRO) ha dato vita al satellite NISAR (NASA-ISRO Synthetic Aperture Radar), una missione da 1,3 miliardi di dollari lanciata oggi con successo dall’India. Questo “gioiello” tecnologico è destinato a rivoluzionare il monitoraggio della Terra, tracciando i più lievi spostamenti di terra e ghiaccio con una precisione senza precedenti.

La missione NISAR fornirà dati cruciali per aiutare i previsori e i primi soccorritori a rimanere un passo avanti rispetto a inondazioni, frane, eruzioni vulcaniche e altri disastri naturali. Il satellite, in orbita quasi polare a 747 chilometri di altezza, mapperà virtualmente l’intero terreno terrestre più volte, offrendo una visione dettagliata del nostro pianeta.

Missione NISAR, tecnologia all’avanguardia

Il cuore di NISAR è costituito da 2 radar all’avanguardia: uno fornito dagli Stati Uniti e l’altro dall’India. Questi radar opereranno giorno e notte, penetrando nuvole, pioggia e vegetazione per raccogliere un’enorme quantità di dati con un dettaglio straordinario. I segnali a microonde, inviati sulla Terra e riflessi verso l’enorme antenna a riflettore del satellite (simile a un ombrellone da spiaggia), permetteranno agli scienziati di rilevare cambiamenti infinitesimi.

Confrontando i segnali in entrata e in uscita mentre il veicolo spaziale sorvola le stesse località ogni 12 giorni, sarà possibile identificare spostamenti di appena un centimetro. Questa capacità permetterà di monitorare con precisione cruciale lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, le variazioni delle falde acquifere, i movimenti e le tensioni delle superfici terrestri che causano frane e terremoti, e le perturbazioni delle foreste e delle zone umide che aumentano le emissioni di anidride carbonica e metano.

Una collaborazione storica

Congratulazioni India!“, ha dichiarato Jitendra Singh, ministro indiano della scienza e della tecnologia, tramite X, una volta che il satellite ha raggiunto l’orbita in sicurezza, sottolineando come la missione “beneficerà l’intera comunità mondiale“. Casey Swails, vice amministratore associato della NASA, ha aggiunto che questa missione “mostra davvero al mondo ciò che le nostre due nazioni possono fare” e rappresenta un “apripista per la costruzione di relazioni“.

Il contributo della NASA alla missione triennale ammonta a 1,2 miliardi di dollari, coprendo il radar a bassa frequenza e il riflettore. L’ISRO ha contribuito con 91 milioni di dollari, fornendo il radar ad alta frequenza, la struttura principale del satellite e il lancio da un’isola barriera nel Golfo del Bengala. Rappresenta la più grande collaborazione spaziale tra i 2 Paesi.

Per le operazioni scientifiche, che dovrebbero iniziare entro la fine di ottobre, sarà necessaria una settimana per estendere il braccio di 9 metri del satellite e aprire il riflettore a forma di tamburo di 12 metri di diametro, realizzato in rete di filo placcato in oro.

Nicky Fox, capo della missione scientifica della NASA, ha definito NISAR un “satellite radar gioiello, il primo nel suo genere, che cambierà il modo in cui studiamo il nostro pianeta e meglio prevederemo un disastro naturale prima che colpisca“. Il satellite si unirà a decine di missioni di osservazione della Terra già operative dagli Stati Uniti e dall’India, rafforzando la nostra capacità di proteggere e comprendere il nostro fragile pianeta.