Un episodio drammatico ma fortunatamente a lieto fine ha scosso il Monte Kinabalu, la vetta più alta della Malesia con i suoi maestosi 4.095 metri. La mattina del 10 luglio 2025, un gruppo di ben 155 escursionisti è stato colto di sorpresa da una piena improvvisa mentre si trovava in prossimità del checkpoint Sayat-Sayat, al KM7 del sentiero, una delle ultime tappe prima di raggiungere la cima. L’evento è stato causato da una pioggia torrenziale che si è abbattuta sulle quote più alte all’alba, trasformando un’escursione attesa da molti come un’esperienza indimenticabile in un momento di grande tensione e rischio.
Tutto è iniziato intorno alle 6:15 del mattino, quando un violento scroscio ha cominciato a battere sulla vetta. Nel giro di pochi minuti, l’acqua ha invaso i sentieri, trasformandoli in veri e propri torrenti in piena. Gli escursionisti, impegnati nella salita, si sono ritrovati improvvisamente immersi in un ambiente estremamente pericoloso, con correnti rapide che rendevano difficile ogni passo e ogni appiglio.

La risposta immediata delle guide e dei soccorritori
La reazione delle guide di montagna è stata immediata e determinante per evitare il peggio. Supportati dalla squadra MOSAR (Mountain Search and Rescue), i professionisti hanno messo in atto un piano di evacuazione d’emergenza. Con l’ausilio di corde di sicurezza, hanno guidato uno a uno gli escursionisti attraverso le zone allagate, mantenendo la calma e dando indicazioni chiare anche nei momenti più concitati.
Le immagini che circolano in queste ore mostrano persone aggrappate alle corde, guadando tratti d’acqua turbolenta e cercando di mantenere l’equilibrio tra scivoli rocciosi e correnti impetuose. Nonostante la paura, nessuno ha riportato ferite, un risultato che testimonia la preparazione e la professionalità delle guide locali.
Entro le 7:48 del mattino, tutti i 155 escursionisti erano riusciti a raggiungere un’area sicura, mettendo fine a un incubo durato poco più di un’ora ma che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
Il racconto degli escursionisti: “un’esperienza che non dimenticheremo mai”
Molti dei presenti hanno raccontato di aver sentito crescere la potenza dell’acqua in pochi minuti, rendendo impossibile proseguire o tornare indietro senza aiuto. Le guide, dicono, sono state “un punto fermo” che ha permesso di mantenere la lucidità anche mentre la montagna sembrava trasformarsi in un fiume.
Molti escursionisti hanno spiegato di aver percepito il rumore dell’acqua come un “boato improvviso”, prima di vederla arrivare a velocità impressionante. In un attimo, la fatica dell’ascesa si è trasformata in una lotta per la sopravvivenza, in un ambiente che può cambiare volto in un battito di ciglia.
Le misure di sicurezza sempre più cruciali
Il Monte Kinabalu è una meta amatissima dagli appassionati di trekking e alpinismo di tutto il mondo, ma è anche noto per la sua vulnerabilità ai fenomeni meteo estremi. Proprio per questo motivo, il parco Sabah Parks monitora costantemente le condizioni meteorologiche, già a partire dalle prime ore della notte, per decidere se consentire o meno le ascensioni giornaliere.
Se le previsioni indicano piogge forti o condizioni potenzialmente pericolose, le salite vengono sospese per garantire la sicurezza di tutti. Episodi come quello del 10 luglio ricordano a tutti quanto sia fondamentale non sottovalutare mai la montagna, anche in presenza di apparente bel tempo.
Gli esperti consigliano sempre di seguire attentamente le indicazioni delle guide, di non avventurarsi mai da soli e di equipaggiarsi con abbigliamento impermeabile e kit di emergenza. Preparazione e rispetto delle regole possono davvero fare la differenza tra la vita e la morte in caso di imprevisti.
Le dichiarazioni ufficiali: “la sicurezza resta la nostra priorità”
Dopo l’episodio, Sabah Parks e il Consiglio dei Fiduciari di Sabah Parks hanno voluto ribadire che eventi di piena improvvisa non sono rari in contesti montani tropicali. Tuttavia, grazie a un protocollo di sicurezza consolidato, le squadre locali sono addestrate a gestire rapidamente anche le situazioni più difficili.
“Il nostro obiettivo principale è proteggere la vita degli escursionisti”, hanno dichiarato i rappresentanti di Sabah Parks, sottolineando l’importanza di restare calmi e collaborare con le guide e i soccorritori in casi simili. La prontezza e il sangue freddo dimostrati in questa occasione ne sono la prova più evidente.
Un finale a lieto fine che insegna molto
L’episodio sul Monte Kinabalu si è concluso senza feriti, ma rappresenta un importante promemoria per tutti coloro che scelgono di confrontarsi con la natura. La montagna non va mai sottovalutata: è splendida e affascinante, ma anche imprevedibile e potente. La disciplina, la preparazione e la fiducia nelle guide possono trasformare un potenziale disastro in una storia di coraggio e organizzazione.
Alla fine, questa esperienza resterà impressa nei ricordi dei 155 escursionisti come una lezione di umiltà e rispetto per la montagna. Un episodio che, pur avendo messo alla prova i nervi di tutti, si è chiuso nel migliore dei modi, grazie a un lavoro di squadra impeccabile.