Continua il lavoro dei Vigili del Fuoco dopo la notte di forte maltempo in Friuli Venezia Giulia. Alberi e rami pericolanti e caduti, allagamenti e qualche dissesto di elementi costruttivi e tetti le tipologie di soccorso che stanno impegnando i caschi rossi. Sono 35 i soccorsi portati a termine tra le ore 8 e le 12, di cui 25 nel territorio di competenza del comando di Udine, 7 in quello di Pordenone, uno a Gorizia e 2 per Trieste. Sono stati invece una settantina gli interventi, per lo più in Friuli e Friuli Occidentale, dei Vigili tra le 20 di ieri sera e le 7 di stamattina, tutti conclusi.
La situazione più critica si è avuta stamattina alle 9.15 a Tricesimo (Udine), dove un automobilista è rimasto bloccato con la propria autovettura in un sottopasso allagato. Una volta giunta sul posto, la squadra ha trovato una vettura semisommersa bloccata in mezzo al sottopasso allagato con l’autista all’interno. L’uomo è stato raggiunto a piedi dai soccorritori, ed è stato riportato all’asciutto; successivamente, utilizzando un verricello elettrico in dotazione, i pompieri hanno recuperato l’autovettura.
Alle 12 di oggi erano ancora 15 gli interventi per soccorso tecnico urgente in fase di svolgimento: 4 nell’Udinese, 7 a Pordenone, 2 a Trieste e 2 a Gorizia. Al momento non ci sono richieste in coda, concludono dal commando regionale dei Vigili del Fuoco.
Sopralluogo di Riccardi nel Pordenonese
“Le precipitazioni registrate nelle scorse ore sono state particolarmente intense e purtroppo confermano un andamento che nelle ultime stagioni stiamo imparando a conoscere: fenomeni violenti, frequenti e circoscritti“. Così l’assessore regionale alla Protezione Civile Riccardo Riccardi nel corso del sopralluogo nell’area del Pordenonese a seguito dell’ondata di maltempo che ha colpito il Friuli Venezia Giulia. “In questo caso – ha spiegato Riccardi – l’area maggiormente colpita è stata quella di Caneva, interessata in particolare dal corso del Meschio, la cui portata ha determinato allagamenti che, fortunatamente, non hanno avuto ripercussioni sulle persone. Con il sindaco Dino Salatin abbiamo compiuto alcuni sopralluoghi nelle zone interessate dalle maggiori criticità”.
Come ha rimarcato l’assessore, “è evidente che esistono margini di miglioramento nelle misure di gestione e mitigazione del rischio. Occorrerà intervenire sui letti dei corsi d’acqua per aumentarne la sicurezza. Proprio questa mattina ho avuto un colloquio con il prefetto di Pordenone per valutare un migliore coordinamento nell’utilizzo delle opere idrauliche già realizzate a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia”. Ciò alla luce del fatto che allagamenti si sono verificati anche a Cordignano, il che impone di individuare soluzioni condivise. A tal proposito, il prefetto di Pordenone si è impegnato a promuovere, già nei prossimi giorni, un incontro con il collega di Treviso per coordinare tutte le misure necessarie. “Va sottolineato – ha concluso Riccardi – che la portata del corso d’acqua, in soli trenta minuti, è cresciuta di 2,80 metri, causando esondazioni che, pur creando alcuni allagamenti e disagi, al momento non hanno provocato danni più gravi”.
Nel compiere i sopralluoghi nell’area del Pordenonese, Riccardi ha incontrato in municipio a Sacile anche il sindaco Carlo Spagnol. Nel corso del veloce vertice, il primo cittadino ha illustrato gli interventi di Protezione Civile compiuti dalle squadre locali all’interno del comune, dove non si sono registrate criticità di grande rilievo.
La situazione nell’Udinese
“Nell’Udinese il problema più urgente riguarda il restringimento del tombotto lungo la Pontebbana, in comune di Magnano in Riviera, che rischia di esondare riversando la propria acqua su un tratto stradale molto trafficato. Si tratta senza dubbio del punto più critico, dove interverremo immediatamente per ridurre i pericoli, come già stiamo facendo in altre località. Ad Artegna, ad esempio, è stato necessario rinforzare l’argine di un canale, ma occorrerà intervenire per dare maggiore sicurezza all’intera zona, lungo un corso d’acqua che ha una portata significativa durante tutto il corso dell’anno. Inoltre, a Ragogna, abbiamo constatato la presenza di una piccola frana caduta sulla sede stradale, già quasi completamente rimossa”. È il riassunto, in una nota, delle situazioni critiche per il maltempo in provincia di Udine che fa l’assessore alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, impegnato oggi nei sopralluoghi nell’area più colpita, i comuni di Ragogna, Magnano, Artegna e Tavagnacco.
“Oggi le piogge si concentrano in aree ristrette e con intensità estrema, mettendo sotto pressione strutture che non sono state progettate per affrontare simili portate. Ciò richiede non solo un’attenta manutenzione, ma anche una riorganizzazione più strutturata della gestione delle acque”, osserva Riccardi. “Se oggi possiamo contenere i danni causati dal maltempo lo dobbiamo agli investimenti che, da anni, destiniamo alle opere di protezione idrogeologica”, conclude.
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